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Halaesa Nebrodi 26/07/2026 0

Parco dei Nebrodi,Il soccorso cinofilo sceglie Mistretta: addestramento concluso alla Valle delle Cascate, ai piedi di Ponte Zupardo

Mistretta, i Nebrodi si sono confermati palestra d'eccellenza per il soccorso cinofilo. Un territorio incline non solo al turismo esperienziale ma anche alla formazione.

I boschi dei Nebrodi hanno confermato ancora una volta la loro straordinaria vocazione non solo ambientale, ma anche formativa. Nel fine settimana del 25 e 26 luglio, il territorio di Mistretta ha ospitato le esercitazioni pratiche del corso organizzato da CSEN Cinofilia da Soccorso, trasformando sentieri, vallate e aree boschive in un grande laboratorio operativo dedicato alla ricerca di persone disperse.

L'iniziativa ha richiamato aspiranti istruttori e unità cinofile provenienti dalle province di Messina e Palermo, offrendo loro un ambiente naturale che, per caratteristiche morfologiche e varietà del paesaggio, rappresenta uno dei contesti più idonei del Sud Italia per questo tipo di addestramento.

Un'attività altamente specialistica che, oltre al valore tecnico e formativo, ha messo in evidenza come il patrimonio naturalistico dei Nebrodi possa diventare anche un'importante risorsa per un turismo esperienziale e professionale, capace di attrarre operatori, associazioni e corsisti da tutta Italia.

L'intervista a Nino Ligato: "Il vero soccorso nasce dal binomio uomo-cane"

A coordinare le attività è stato Nino Ligato, presidente dell'associazione Dog Trapping, responsabile delle unità cinofile di un nucleo di Protezione Civile calabrese e istruttore con una lunga esperienza maturata sia in Italia che all'estero, con missioni operative in Albania, Turchia e numerosi interventi durante terremoti e alluvioni.

Durante il corso abbiamo raccolto la sua testimonianza.

«Il nostro lavoro si basa sul binomio cane-conduttore», ha spiegato. «Il cane è il primo protagonista della ricerca grazie alle sue straordinarie capacità olfattive, mentre il conduttore interpreta il suo lavoro e coordina tutta l'operazione. È una collaborazione costruita su fiducia, addestramento e perfetta sintonia.»

Ligato ha spiegato come un cane possa ispezionare in tempi molto rapidi vaste superfici.

«Un solo cane può setacciare circa cinque ettari in quaranta minuti o un'ora. Naturalmente tutto dipende dalla preparazione dell'animale, dalla conformazione del territorio, dalle condizioni climatiche e dall'esperienza del conduttore.»

Due anni di addestramento per costruire una squadra

Dietro ogni intervento operativo si nascondono anni di lavoro.

«Per formare un'unità cinofila servono mediamente due anni. Tutto inizia dalla scelta del cucciolo. Bisogna saper leggere le sue caratteristiche naturali: equilibrio, socialità, voglia di giocare e forte motivazione al lavoro sono qualità fondamentali.»

L'istruttore ha inoltre sottolineato come non siano soltanto le razze più conosciute a garantire i migliori risultati.

«Anche un meticcio può diventare un eccellente cane da ricerca. Abbiamo lavorato con cani recuperati dalla strada che hanno dato risultati sorprendenti. Molto dipende dall'occhio del conduttore e dalla capacità di valorizzarne le predisposizioni.»

Durante il corso sono stati effettuati anche test attitudinali sui cuccioli, utili a individuare precocemente le caratteristiche più adatte al lavoro operativo.

L'istinto naturale diventa uno strumento di salvataggio

Ligato ha illustrato anche il principio sul quale si fonda l'addestramento.

«Noi lavoriamo sugli istinti ancestrali del cane, trasformando il comportamento naturale della caccia in uno strumento di ricerca. Per il cane il disperso diventa la "preda" da individuare. Quando lo trova lo segnala abbaiando; a quel punto interviene il conduttore che presta il primo soccorso e coordina tutte le operazioni successive.»

Un addestramento che consente all'animale di mantenere la concentrazione anche in scenari particolarmente complessi.

«Durante un'emergenza ci possono essere rumori, mezzi di soccorso, fotografi e tante persone. Il cane deve ignorare tutto e concentrarsi esclusivamente sulla ricerca.»

Cani da superficie e cani molecolari: due specialità complementari

Tra gli argomenti affrontati anche la differenza tra il cane da superficie e il cane da mantrailing, conosciuto anche come cane molecolare.

«Sono due discipline completamente diverse», ha spiegato Ligato. «Il cane molecolare segue la traccia olfattiva lasciata da una specifica persona, mentre il cane da superficie esplora un'intera area alla ricerca della presenza umana.»

Le due specialità, però, lavorano spesso insieme.

«Il cane molecolare restringe l'area di ricerca e il cane da superficie completa la bonifica del territorio. È una collaborazione che aumenta notevolmente l'efficacia delle operazioni.»

Un progetto che guarda al futuro

Il corso ha rappresentato una tappa del più ampio progetto promosso da CSEN Cinofilia da Soccorso, che punta a rafforzare la formazione specialistica in Sicilia e a fare dell'Isola un punto di riferimento nazionale nel settore.

Agli esami teorico-pratici conclusivi ha preso parte anche il Responsabile Nazionale di CSEN Cinofilia da Soccorso, confermando l'importanza attribuita al percorso formativo.

È stato inoltre annunciato che, alla fine di settembre, prenderà il via un nuovo corso dedicato al Mantrailing operativo, disciplina sempre più richiesta nelle attività di Protezione Civile e nella ricerca di persone scomparse.

Mistretta e i Nebrodi sempre più luogo di formazione

La scelta di Mistretta non è stata casuale. Boschi, sentieri, vallate e aree impervie hanno offerto uno scenario estremamente realistico per l'addestramento delle unità cinofile, confermando le straordinarie potenzialità del territorio anche per ospitare eventi formativi di rilievo nazionale.

I binomi che hanno partecipato alla formazione sono stati: Angela Zucco con Kira, Anna Gugliotta con Nevada, Elisa Meneghini con Jenny e Danilo La Via con Nina.

Determinante è stato il lavoro svolto da Danilo La Via, gestore dell'allevamento La Casa dei labrador e autentico punto di riferimento della cinofilia dei Nebrodi, che ha promosso l'organizzazione dell'iniziativa proponendo il territorio in cui vive e lavora come luogo perfetto per effettuare l'addestramento dei cani da soccorso.

Manifestazioni come questa dimostrano come i Nebrodi possano proporsi non soltanto come meta di turismo naturalistico, ma anche come destinazione per attività formative, sportive e professionali legate all'ambiente, capaci di generare nuove presenze e valorizzare il patrimonio del territorio durante tutto l'anno.

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Halaesa Nebrodi 13/07/2026 0

Calendario degli eventi estivi 2026 nei Comuni di Halaesa Nebrodi

Halaesa Nebrodi accoglie i propri visitatori proponendo loro una fitta serie di eventi in grado di soddisfare ogni esigenza.

Di seguito pubblichiamo le locandine elaborate da Associazioni e Comuni.
Buona estate 2026!!!

WORK IN PROGRESS...

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Riccardo Zingone 14/06/2026 0

Agri Med Europe: the Nebrodi embrace the Mediterranean

The Spirit of Agri Med Europe 2026 and the Value of Hospitality

A magnificent celebration of the people, welcoming its guests in the best possible way. Ultimately, this is what Agri Med Europe 2026 was all about: a massive, choral embrace through which an entire territory chose to showcase itself to the world by sharing the very best it has to offer. Welcoming the international delegation brought with it several values and meanings that go far beyond a standard moment of institutional courtesy. Indeed, it reinforced the principle that the Mediterranean must be interpreted as a place of encounter rather than conflict; that territorial boundaries must be overcome through cohesion among peoples; and that the word guest—a term that in antiquity simultaneously encompassed the concepts of "the host" and "the hosted"—proved that the principle of hospitality was an undeniable aspect of human dignity. These are tough concepts to swallow in times when there is endless talk of barriers, border defenses, and "racial" or ethnic distinctions. Thanks to the political activity of the D-MED Political Committee in strengthening dialogue among Mediterranean countries, and to the hospitality offered by a small corner of the magnificent Nebrodi mountain range, an exceptional example of welcome, intercultural dialogue, and mutual friendship was put on display.

The Conference: "What is Needed from Europe to Support Agricultural Producers"

Agri Med Europe was therefore conceived and realized to grant visibility to the Nebrodi region through its cultural and traditional values. The agri-food and ceramic sectors channel themselves perfectly into this path, serving as a genuine expression of local identity. The exhibitors' stands (nineteen dedicated to Nebrodi agri-food products and six to ceramics from Santo Stefano), carefully positioned along the charming side streets lining the long Via Vittorio Veneto in Santo Stefano di Camastra, revealed themselves to visitors only as they passed by, making it impossible to spot them from a distance. This image, which the organizers perhaps unintentionally offered to the public, serves as a metaphor for the hard, silent, and sometimes invisible work behind companies that struggle daily to keep their businesses running amidst restrictions, bureaucracy, and often incomprehensible regulations.

Institutional Dialogue with MEP Antoci and Territorial Marketing

These were the key themes that emerged from the dialogue between producers and Europe during the meeting held between the exhibitors present at Agri Med Europe and MEP Antoci, at the foot of the Mother Church of the city of ceramics. The numerous speeches that followed reinforced the need for mutual collaboration between operators and institutions, based on and supported by a careful territorial marketing plan, as the only way to provide concrete answers to the various sectors that form the social and economic backbone of the territory. These insights and requests were promptly welcomed by the MEP who, as a supporter and practitioner of the "politics of doing," made himself available to listen closely to the producers. Together, they are working on a comprehensive territorial organization project that takes into account the needs, critical issues, and enormous potential that sometimes struggle to express themselves due to a lack of up-to-date marketing strategies.

Equally interesting and meaningful was the participation of the I.I.S. "A. Manzoni" of Mistretta, represented by the Hospitality School based in Santo Stefano di Camastra. The synergy sparked between this institution and the Slow Food Nebrodi operators—which materialized in the presentation of several iconic local dishes—further reinforced the concept that agri-food traditions must not only be preserved but, above all, passed down from generation to generation, recognizing food as a powerful expression of identity.

The Official Inauguration and Folk Traditions in Celebration

The strong emotional charge following the ribbon-cutting ceremony—performed by the President of the Parliamentary Assembly of the Union, the Egyptian Mohamed M. Abou El Enein, and the President of the D-MED Political Committee, MEP Giuseppe Antoci—was palpable throughout the entire event. It accompanied the delegation and the audience until the manifestation closed late in the evening. This emotion quickly turned into amazement at the very first musical notes, which accompanied the striking dances of the Giants of Mistretta through the streets of Santo Stefano. These iconic symbols of the Nebrodi city's identity were followed by festive performances from the Amastra folk group, the Santa Cecilia Musical Association of Santo Stefano di Camastra, the cheerleaders of the I.C. Tusa-Mistretta, and the large, colorful group of the Jews of San Fratello (Giudei di San Fratello). This wonder was immediately evident from the vast number of smartphones held high in the air, eager to capture unique images to show back home or to share instantly via social media livestreams, thus providing an exceptional and deeply meaningful promotional opportunity for the territory.

The Final Message: The Strategic Centrality of the Nebrodi and Sicily

Drawing from these sensations, impressions, and the resulting economic development prospects for the region, Agri Med Europe delivers a powerful message: the Nebrodi area, bolstered by its biodiversity and authenticity, can and must play a strategic role in the economic and social development of the territory, thanks to the recognized and reinforced central role of Sicily within Mediterranean economic and trade routes.

Exhibitors in Attendance:

Terre audaci, Gelateria artigianale Giovanni Alferi, Acquafico Garden, Dei Casabona, Il vecchio carro, Il Melograno, Il Cavaliere, La dispensa del massaro, Caseificio Albereto, Dolci tentazioni, Condotta Slow Food Nebrodi, A.Fioriglio, 24 Baroni, Li paternosci, Casaleni Natural Bio, Villa Colonna, Ceramiche Serravale, Nadal, Le Malagioie, Le terrecotte del soleil, Nino Ferrigno, Zolea Art & Design.

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Halaesa Nebrodi 16/02/2026 0

Mistretta's Pasta Reale ignites an interesting comparison on social media

In Mistretta, attention has once again turned to one of the most identity-defining symbols of the local confectionery tradition: Pasta Reale. In recent days, Dr. Riccardo Zingone formally submitted to the Mayor of the Municipality of Mistretta, Dr. Sebastiano Sanzarello, a request to initiate the procedure for the inclusion of “Pasta Reale di Mistretta” in the regional list of Traditional Agri-Food Products (PAT), pursuant to the current regulations.

An identity heritage of the community

Pasta Reale represents one of the most authentic expressions of the gastronomic culture of Mistretta and the Nebrodi area. Prepared with finely ground almonds and handcrafted until a compact, oily dough is obtained, it forms the base of numerous specialties: from baked or raw pasta reale to the Easter lamb, up to the renowned marzipan fruit.

The production process, handed down from generation to generation, preserves knowledge and techniques that vary from producer to producer, making each interpretation unique while respecting a shared tradition. It is precisely this family-based and artisanal transmission—never fully revealing its “secrets”—that contributes to preserving its exclusivity and cultural value.

The request to initiate the procedure

In his official petition, Zingone emphasizes that Pasta Reale di Mistretta is not merely a confectionery product, but an identity element deeply rooted in the collective memory of the community. The request aims to safeguard its original characteristics in a context where, in recent years, the product has undergone reinterpretations and commercialization in other municipalities as well, with the risk of altering its distinctive features and recognizability.

Inclusion in the regional PAT list would represent an initial and significant institutional recognition, intended to formalize the historical and production characteristics of the dessert through a shared production specification and adequate technical-historical documentation.

Zingone has also declared his willingness to actively collaborate in preparing the necessary materials, involving scholars, artisans, and sector operators.

Support and the precedent of the De.Co. Regulation

The proposal immediately sparked discussion on social media (https://www.facebook.com/share/p/17zq3r5MFh/?mibextid=wwXIfr), gathering support from citizens and institutional representatives. Among the most significant contributions was that of Dr. Salvatore Antoci, who recalled that as early as 2012, in his role as City Councilor, he had proposed the adoption of the De.Co. Regulation (Municipal Designation of Origin) for typical products, with specific reference precisely to Pasta Reale.

The regulation, approved by the Municipal Executive in 2014 and again in 2015, and subsequently by the City Council, also provided for an identifying logo depicting Pasta Reale. However, although it was published on the official notice board, it was never concretely implemented and has effectively remained unenforced.

Antoci now proposes to resume from that very De.Co. Regulation, pending the procedure for recognition as a Traditional Agri-Food Product, thus equipping the Municipality with an immediate tool for protection and enhancement.

A shared path for the future

The perspective outlined by Zingone also looks beyond PAT recognition, envisioning in the future a path toward PGI status, which would require even more structured work in terms of production specifications, traceability, and promotion.

Beyond the technical aspects, the debate that has developed in the city highlights a significant fact: Pasta Reale is not merely a dessert, but a collective symbol around which an entire community identifies itself. The protection of traditional productions, in fact, concerns not only the economy or territorial marketing, but also the safeguarding of history, identity, and sense of belonging.

The matter now passes to the Municipal Administration, called upon to assess the initiation of the procedure and to coordinate work that will require historical research, dialogue with producers, and the drafting of production specifications capable of combining authenticity with openness to the future. The discussion is open, but one point appears shared: Pasta Reale di Mistretta deserves official recognition that affirms its value and preserves its most authentic soul.

(from Quadrochiaro.it, Anna Saitta, 14/02/2026)

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Halaesa Nebrodi 16/02/2026 0

La Pasta Reale di Mistretta accende un interessante confronto sui social

"A Mistretta si riaccende l’attenzione su uno dei simboli più identitari della tradizione dolciaria locale: la Pasta Reale. In questi giorni il dott. Riccardo Zingone ha formalizzato al Sindaco del Comune di Mistretta, dott. Sebastiano Sanzarello, la richiesta di avvio del procedimento per l’inserimento della “Pasta Reale di Mistretta” nell’elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), ai sensi della normativa vigente.

Un patrimonio identitario della comunità

La Pasta Reale rappresenta una delle espressioni più autentiche della cultura gastronomica amastratina e dell’area dei Nebrodi. Preparata con mandorle finemente tritate e lavorate artigianalmente fino a ottenere un impasto compatto e oleoso, essa costituisce la base di numerose specialità: dalla pasta reale cotta o cruda all’agnello pasquale, fino alla celebre frutta martorana.

La lavorazione, tramandata di generazione in generazione, custodisce saperi e tecniche che variano da produttore a produttore, rendendo ogni interpretazione unica pur nel rispetto di una tradizione condivisa. Proprio questa trasmissione familiare e artigianale, mai completamente svelata nei suoi “segreti”, contribuisce a preservarne l’esclusività e il valore culturale.

La richiesta di avvio del procedimento

Nella sua istanza ufficiale, Zingone sottolinea come la Pasta Reale di Mistretta non sia soltanto un prodotto dolciario, ma un elemento identitario radicato nella memoria collettiva della comunità. La richiesta mira a tutelarne le caratteristiche originarie in un contesto in cui, negli ultimi anni, il prodotto ha conosciuto reinterpretazioni e commercializzazioni anche in altri Comuni, con il rischio di alterarne peculiarità e riconoscibilità.

L’inserimento nell’elenco regionale dei PAT rappresenterebbe un primo, significativo riconoscimento istituzionale, volto a formalizzare le caratteristiche storiche e produttive del dolce attraverso un disciplinare condiviso e una documentazione tecnico-storica adeguata.

Zingone ha inoltre dichiarato la propria disponibilità a collaborare attivamente alla predisposizione del materiale necessario, coinvolgendo studiosi, artigiani e operatori del settore.

Il sostegno e il precedente del Regolamento De.Co.

La proposta ha subito acceso il confronto sui social, (https://www.facebook.com/share/p/17zq3r5MFh/?mibextid=wwXIfr)

raccogliendo il sostegno di cittadini e rappresentanti istituzionali. Tra gli interventi più significativi, quello del dott. Salvatore Antoci, che ha ricordato come già nel 2012, da Consigliere Comunale, avesse proposto l’adozione del Regolamento De.Co. (Denominazione Comunale di Origine) per i prodotti tipici, con particolare riferimento proprio alla Pasta Reale.

Il regolamento, approvato dalla Giunta nel 2014 e nuovamente nel 2015, nonché successivamente dal Consiglio Comunale, prevedeva anche un logo identificativo in cui era raffigurata la Pasta Reale. Tuttavia, pur essendo stato pubblicato all’albo pretorio, non ha mai trovato concreta applicazione, rimanendo di fatto inattuato.

Antoci propone oggi di ripartire proprio da quel Regolamento De.Co., nelle more dell’iter per il riconoscimento come Prodotto Agroalimentare Tradizionale, così da dotare il Comune di uno strumento immediato di tutela e valorizzazione.

Un percorso condiviso per il futuro

La prospettiva indicata da Zingone guarda anche oltre il riconoscimento PAT, ipotizzando in futuro un percorso verso l’IGP, che richiederebbe un lavoro ancora più strutturato in termini di disciplinare, tracciabilità e promozione.

Al di là degli aspetti tecnici, il dibattito che si è sviluppato in città evidenzia un dato significativo: la Pasta Reale non è soltanto un dolce, ma un simbolo collettivo attorno al quale si riconosce un’intera comunità. La tutela delle produzioni tradizionali, infatti, non riguarda esclusivamente l’economia o il marketing territoriale, ma la salvaguardia della storia, dell’identità e del senso di appartenenza.

Ora la parola passa all’Amministrazione comunale, chiamata a valutare l’avvio dell’iter e a coordinare un lavoro che richiederà ricerca storica, confronto con i produttori e definizione di un disciplinare capace di coniugare autenticità e apertura al futuro. La discussione è aperta, ma un punto appare condiviso: la Pasta Reale di Mistretta merita un riconoscimento ufficiale che ne sancisca il valore e ne custodisca l’anima più autentica."  (da Quadrochiaro.it, Anna Saitta, 14/02/2026)

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Riccardo Zingone 02/12/2025 0

Gente di Halaesa Nebrodi: Luciano Catania tra razionalità e verve umoristica

Nel vasto panorama di personalità che popolano i nostri luoghi e che, passo dopo passo, si sono conquistate un meritatissimo spazio di notorietà, spicca indubbiamente la figura di Luciano Catania, classe 1964. Forte di una lunga esperienza come segretario comunale iniziata in Piemonte e proseguita in vari comuni siciliani, è arrivato a ricoprire, dal 2019, il ruolo di segretario generale presso il comune di Enna.
Giornalista pubblicista dal 2023, è autore di numerose pubblicazioni sulla fiscalità degli enti locali, ha partecipato a numerosi corsi e convegni in materia ed è direttore scientifico del quindicinale de Il Sole 24 Ore ll Bollettino della Regione Sicilia.

Tuttavia, c'è un altro lato di Luciano che negli ultimi anni sta emergendo con sempre maggiore forza: una componente della sua personalità che io conosco bene, avendo condiviso con lui un lungo percorso scolastico e di antica amicizia. Si tratta della sua vena di scrittore umoristico.
Questa profonda passione, unita a un'indiscutibile inclinazione alla scrittura, lo ha portato a pubblicare Ameno – Considerazioni semiserie ed altre amenità (2022), Gente di un altro ero – Racconti bizzarri di una umanità smarrita (2023) e Gente di un altro ero(t)ismo – Racconti bizzarri su eroi non epici e trasgressori inattesi (2025).
I racconti "Ero un moderato" e "Ero una pessima persona", entrambi contenuti in Gente di un altro ero, hanno vinto il primo premio rispettivamente al Concorso Dacia Maraini 2023 e al Concorso Premio Piemonte Letteratura 2023. Con il racconto "L'artista dilettante", tratto dalla sua ultima opera, è entrato nella rosa dei finalisti del Premio Letterario Nazionale San Bonifacio.

Luciano: segretario comunale, esperto di tributi e autore affermato di racconti umoristici. L’aggettivo che più sembra rappresentarti è “eclettico”, poiché ti muovi con naturalezza in ambiti che, a prima vista, appaiono molto diversi tra loro. Ma queste realtà sono davvero così distanti, oppure esiste un filo conduttore che, in profondità, le unisce?

In materia di fiscalità o di diritto degli enti locali c’è poco da sorridere. Sebbene la fiscalità e il diritto degli enti locali siano materie complesse e raramente fonte di leggerezza, ciò che le attraversa è sempre l’umanità delle persone con cui mi confronto ogni giorno. Sono loro, con le loro difficoltà, le loro reazioni e le piccole grandi battaglie con la burocrazia, a offrire inconsapevolmente spunti che si trasformano in racconti umoristici. In questo senso, il filo conduttore non è nelle materie, ma nello sguardo: la capacità di osservare la dimensione umana anche dentro i contesti più tecnici e di coglierne il lato ironico, senza mai perdere rispetto per le persone.

Con il tuo ultimo racconto, Gente di un altro ero(t)ismo, hai inaugurato il tour di presentazioni a Milazzo lo scorso 30 novembre.
Sulla scia del successo di Gente di un altro ero, anche in questa nuova raccolta approfondisci l’umanità e le fragilità dei personaggi. Quanto c’è di invenzione narrativa nei tuoi racconti e quanto, invece, deriva da esperienze reali o situazioni vissute in prima persona?

Del mercurio si dice che è il più solido dei liquidi ed il più liquido dei solidi, delle mie storie posso dire che sono i più autobiografici tra i racconti di fantasia e i più inventati tra i racconti reali. Non c’è un racconto che narri una storia vera, ma non ne esiste uno che non abbia uno spunto preso dalla realtà. Alcuni spunti vengono dalla cronaca (i fotografi erotici che ritraggono le mogli a loro insaputa e ne pubblicano le foto sexy, o la boxeur che deve combattere con una rivale mascolina), altri da un ambito più familiare o amicale, altri ancora dall’osservazione della realtà. Dentro i miei racconti c’è molto della mia Mistretta vissuta principalmente nella fine del secolo scorso, ma anche dei paesi e delle città in cui ho abitato o semplicemente lavorato (ormai sono diventati davvero molti, forse troppi). Ci sono gli oggetti della mia adolescenza (gli occhiali reclamizzati dall’Intrepido che avrebbero dovuto far vedere le donne nude), le persone che ho incontrato, c’è il mio amore per il tennis, ci sono le persone a cui voglio bene, c’è la mia vita. Nessuna storia, però, è vera.


Nel corso della tua lunga esperienza di segretario comunale hai lavorato in contesti amministrativi molto diversi, incluse le aree interne della Sicilia, dove lo spopolamento e il declino sociale e culturale rappresentano temi particolarmente critici. Quali impressioni hai maturato durante il tuo percorso professionale e quali iniziative hanno adottato i Sindaci con cui hai collaborato per contrastare queste dinamiche?

Nel mio percorso ho osservato come lo spopolamento nelle aree interne della Sicilia non sia solo un dato demografico, ma un fenomeno che incide profondamente sulla vitalità sociale e culturale delle comunità. Lo spopolamento demografico innesca un progressivo impoverimento culturale, perché riduce la domanda e la sostenibilità di servizi e presìdi sociali. La chiusura di scuole, luoghi di incontro, cinema e teatri priva le comunità di spazi di formazione e socializzazione. Così i territori perdono vivacità, opportunità e capacità di trasmettere il proprio patrimonio culturale alle nuove generazioni. I Sindaci con cui ho collaborato hanno puntato sulla valorizzazione del patrimonio identitario e sostegno alle piccole imprese. Importanti sono stati anche gli interventi per migliorare i servizi essenziali e favorire il rientro dei giovani. Queste iniziative, pur tra molte difficoltà costituite principalmente da bilanci asfittici che non permettono politiche di ampia veduta, hanno contribuito a riattivare fiducia e partecipazione nelle loro comunità.

Il progetto di marketing territoriale del GMT™️ Halaesa Nebrodi, nato due anni fa, mira allo sviluppo turistico attraverso un percorso di rigenerazione delle comunità locali. L’idea di fondo è che, prima ancora di parlare di turismo, sia necessario preparare adeguatamente operatori, amministratori e cittadini, grazie anche a figure professionali come il Manager temporaneo di destinazione e il Coordinatore turistico territoriale. Come giudichi questo approccio formativo, partecipativo e strutturato dal punto di vista professionale?

Ritengo l’approccio del GMT™️ Halaesa Nebrodi particolarmente solido e lungimirante, perché riconosce che lo sviluppo turistico sostenibile nasce prima di tutto da una comunità preparata e consapevole. La formazione di operatori, amministratori e cittadini, affiancata da figure professionali dedicate, consente di costruire una visione condivisa e di consolidare competenze spesso carenti nei piccoli territori. Questo percorso partecipativo e strutturato crea le basi per un modello di gestione della destinazione più efficace, coordinato e capace di generare valore duraturo.
L’offerta turistica non può essere improvvisata: richiede professionalità, pianificazione e competenze elevate per risultare credibile e sostenibile. In un settore segnato da forte competitività, solo operatori preparati sanno valorizzare davvero le risorse del territorio e differenziarle rispetto ai concorrenti. Per questo la formazione e il coinvolgimento di figure qualificate diventano elementi imprescindibili di ogni strategia di sviluppo turistico.

Il modello proposto alle sette comunità del territorio punta a valorizzare le identità locali – i singoli “campanili” – lavorando al contempo a un progetto condiviso che porti alla nascita di una nuova destinazione turistica denominata Halaesa Nebrodi. Qual è la tua valutazione su questa strategia, anche alla luce della tua lunga esperienza all’interno della Pro Loco di Mistretta? 

La strategia che valorizza le identità dei singoli “campanili” all’interno di una visione unitaria come Halaesa Nebrodi mi sembra particolarmente efficace. Nella mia esperienza con la Pro Loco di Mistretta, che ormai è vecchia di decenni, ho visto come ogni comunità custodisca patrimoni culturali, tradizioni e risorse uniche, che però da sole faticano a imporsi sul mercato turistico. Lavorare insieme, senza rinunciare alle specificità locali, permette di costruire un’offerta più ricca, riconoscibile e competitiva, capace di attrarre visitatori e generare benefici diffusi. È un modello che richiede dialogo e coordinamento, ma che può davvero trasformare i campanili in punti di forza di una destinazione condivisa.

Ritorniano alla tuo ultimo lavoro: perché nel titolo del libro c'è una "t" che balla un po'? Sembra una consonante perplessa. Nel tuo libro parli di eroismo o di erotismo?

La “t” che balla nel titolo non è un errore, in realtà oscilla perché si trova esattamente a metà strada tra eroismo ed erotismo e non sa bene in quale storia infilarsi. Diciamo che è una “t” indecisa, ma con molta personalità: tenta di aggiungere un pizzico di pepe alla raccolta di racconti, ma senza diventare mai licenziosa o pruriginosa. L’erotismo raccontato nel libro è tenero, paradossale e persino comico.

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Riccardo Zingone 18/10/2025 0

Study Seminar dedicated to the archaeologist Sebastiano Tusa

"History and Archaeology between Amastra and Halaesa - Study Day in memory of Sebastiano Tusa": this was the title of the interesting meeting held on October 18 in Mistretta at the Salone del Circolo Unione, moderated by the Telemistretta journalist, Dr. Giuseppe Cuva.

The long-standing association, together with the broadcaster Telemistretta and under the capable direction of Dr. Salvatore Antoci, seized the opportunity to bring together the municipalities of Mistretta and Tusa, on whose territories stand two archaeological sites of great importance and depth: Amastra and Halaesa.

The presentation was entrusted to Dr. Salvatore Antoci, who, in tracing the excursus that led to the event, wanted to emphasize how the entire district needs economic and social development actions, stressing the importance of the two archaeological sites as elements of tourism development. These concepts were also expressed by the President of the Circolo Unione, surveyor Mario Di Franco, who highlighted how these events, along with others such as the Maria Messina Prize and the Giuseppe Cocchiara Prize, are useful tools for transmitting memory and knowledge, as well as providing a significant reflection to trace a path for the future through the past.

The speech by Monsignor Michele Giordano, President of the Telemistretta Association, was heartfelt and pertinent; he invited everyone present, and also those connected live, to firmly support the regional broadcaster as it is an expression and voice of the Territory. Monsignor Giordano also reiterated how necessary it is to strengthen the union between municipalities and territories, working fruitfully outside of local rivalries (campanilismi).

The address by the Mayor of Mistretta, Dr. Sebastiano Sanzarello, focused on the importance of the archaeological field for the two cities of Mistretta and Tusa which, together with ancient Calacte (today's Caronia), represented an important commercial and cultural gateway between the hinterland and the Tyrrhenian coast in the past. It is plausible that the city's origins are Phoenician, as this people, despite coming from the sea, used to establish settlements in the nearby hinterland to protect their commercial interests. The importance of the intimate relationship between the hinterland, the coast, and maritime routes – continued Sanzarello – was perfectly grasped by Sebastiano Tusa, who dedicated much of his work to studying submerged artifacts, convinced that they were also witnesses to the history of the inland communities. Sanzarello, bringing the focus back to the archaeological site of Amastra, highlighted how his administration has paid great attention to the past and present excavations carried out in the area of the Arab-Norman Castle, even though he is aware that, given the three-millennium stratification of the inhabited center, most of the treasures are and will remain hidden underground, unlike Halaesa which arose in a site completely different from the current Tusa. Sanzarello also reiterated that, through intense collaboration with the Superintendency for Cultural and Environmental Heritage of Messina, further archaeological research will be initiated at the Castle site.

The action of the municipality of Tusa – continued Lawyer Angelo Tudisca, Mayor of the city – has been focused for several decades on deepening the history of Halaesa Arconidea, a Siculo-Greek city founded in 403 BC. In recent years, the site has been the subject of new excavations that have brought to light a thermal complex of considerable importance and, despite the skepticism of some, even the ancient theater. Tudisca also emphasized the importance of the relationship resulting from the agreements stipulated with various national and international universities and the fundamental role played by the late Prof. Tusa, who always accompanied and supported the administrative activity in this direction. "We invest heavily in young people," Tudisca continued, "and for several years, with a view to raising their awareness of archaeology, we have organized summer camps hosting dozens of young people, bringing them closer to the ancient world through the site of Halaesa."

The speech by Prof. Giovanni Travagliato, an art historian, focused on the enormous amount of work produced by Sebastiano Tusa over the years, making him a true pillar of modern archaeology. Sebastiano Tusa – continued Travagliato – was able to frame the Mediterranean Sea not only as a place of conflict but also of encounter, and therefore he leaves us a legacy of enormous value that we must be able to preserve and transmit to the new generations. "We are often led to remember heroes who died in war," said Travagliato, "but we must also give the right value to those who died in peace, starting with the illustrious Mistrettese people, from Tommaso Aversa to Maria Messina, Giuseppe Cocchiara and many other Amastratini who served and studied the territory in order to transmit ancient history, culture, and traditions to the new generations."

Prof. Aurelio Burgio, Professor of Archaeology at the University of Palermo and the architect of the latest findings at the Halaesa site, then highlighted the importance of the entire western Nebrodi area, recalling the importance over the centuries of other major settlements such as Calacte-Caronia, Apollonia-San Fratello, and Aluntium-San Marco d'Alunzio. "Intense and lively synergies already existed between different communities in ancient times," stressed Burgio, "and today archaeological finds can become an effective element to combat the depopulation of villages and restore vitality to communities by picking up the thread of history." Burgio continued, "We must remember that the Faro Convention aims to activate citizens to participate in archaeological discoveries," an invitation promptly accepted by Professor Maria Grazia Antinoro, present in the audience, Principal of the I.S.S. Alessandro Manzoni, ready to engage her students in the world of archaeology. "These meeting moments," concluded Burgio, "represent perspectives through which we can trace the future together."

The conclusion of the intense afternoon was entrusted to Dr. Valeria Li Vigni Tusa, Prof. Tusa's wife, archaeologist, current Superintendent of the Sea, and President of the Sebastiano Tusa Foundation. The brilliant initiative identified the late Prof. Sebastiano Tusa as an exceptional common thread, as her husband represented and continues to represent an authoritative figure in the international archaeological world. "We owe him," his wife reminded us, "the discovery of the Dancing Satyr of Mazara, the Imperial Heads of Pantelleria, the Kouros found in Lentini, and the Rostra of the Battle of the Aegates Islands."

"Sebastiano," Li Vigni Tusa told us, "was the promoter of the establishment of 27 submerged museums, authentic underwater cultural itineraries accessible with the system of remote sensing and augmented virtual reality, thus honoring the vision he had always fought for regarding underwater archaeological finds, understood as a heritage belonging to everyone and which we must all be the custodians of. Starting precisely with the fishermen," Li Vigni continued in her speech, "since they are very often the discoverers of these memories hidden at the bottom of the sea, people of exceptional importance with whom my husband managed to forge intense collaborative relationships. In the same way, he loved interacting with citizens, administrators, associations, and institutions, as they are all part of a great project of cultural regeneration of the history and memory of the peoples who lived, inhabited, and charted the Mediterranean."

"My husband," Li Vigni Tusa continued, "loved Mistretta deeply, to which he was bound by a sincere and intimate relationship transmitted to him by his father Vincenzo, born in Mistretta, who was also an archaeologist of great stature. Certain events such as the feast of San Sebastiano and the Madonna della Luce were unmissable moments for my husband: although not born in Mistretta, he always felt and cultivated a strong bond with the city that gave birth to his father and that he frequented as a child. Upon his death, we felt the need to give continuity to the enormous work carried out by Sebastiano over the years through the establishment of the Sebastiano Tusa Foundation because we want to commemorate the over 700 writings elaborated by my husband and continue in the indelible path he indicated over decades of incessant and exciting work. The Foundation's activity is very intense and develops through relationships with institutions and communities thanks to the organization of seminars, workshops, and reviews." Li Vigni Tusa concluded, "Sicily is a watercolor composed of strong colors and soft colors, and we are all its custodians."

Sebastiano Tusa tragically and prematurely died in a plane crash in Bishoftu, Ethiopia, on March 10, 2019, on a flight that would have taken him to Malindi to participate in a UNESCO conference in his capacity as Regional Councillor for Cultural Heritage of the Region of Sicily. The institution of the Superintendency of the Sea by the Region of Sicily in 2004 is attributed to him.

(Note: As an AI, I cannot directly "maintain the photos." You will need to insert the relevant images into the text yourself.)



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Riccardo Zingone 19/10/2025 0

Giornata di Studio dedicata all'archeologo Sebastiano Tusa

"Storia e archeologia tra Amastra e Halaesa - Giornata di Studio in memoria di Sebastiano Tusa": questo il titolo dell'interessante incontro svoltosi il 18 ottobre a Mistretta presso il Salone del Circolo Unione moderato dal giornalista di Telemistretta dott. Giuseppe Cuva.

Lo storico sodalizio, insieme all'emittente Telemistretta e sotto la sapiente regia del dott. Salvatore Antoci, ha saputo cogliere l'opportunità di mettere a confronto i comuni di Mistretta e Tusa, sui cui territori sorgono due siti archeologici di grande importanza e spessore: Amastra e Halaesa.La presentazione è stata affidata al dott. Salvatore Antoci che, nel tracciare l'excursus che ha portato all'evento, ha voluto sottolineare come tutto il comprensorio necessiti di azioni di sviluppo economico e sociale, ponendo l'accento sull'importanza che rivestono i due siti archeologici quali elementi di sviluppo turistico.

Concetti espressi anche dal Presidente del Circolo Unione, geom. Mario Di Franco, sottolineando come questi eventi, insieme ad altri quali il Premio Maria Messina e il Premio Giuseppe Cocchiara, siano strumenti utili a trasmettere memoria e conoscenza, nonché una significativa riflessione per segnare, attraverso il passato, una traccia per il futuro.
Molto sentito e pertinente l'intervento di monsignor Michele Giordano, Presidente dell'Associazione Telemistretta, che ha invitato tutti i presenti, e anche chi era collegato in diretta, a sostenere con determinazione l'emittente a diffusione regionale in quanto espressione e voce del Territorio. Monsignor Giordano ha inoltre ribadito quanto sia necessario rafforzare l'unione tra i comuni e tra i territori lavorando proficuamente al di fuori dei campanilismi.

L'intervento del sindaco di Mistretta, dott. Sebastiano Sanzarello, si è concentrato sull'importanza che riveste l'ambito archeologico per le due città di Mistretta e di Tusa che, insieme all'antica Calacte (l'odierna Caronia), hanno rappresentato nel passato un importante punto di sbocco commerciale e culturale tra entroterra e costa tirrenica. È verosimile che le origini della città siano fenicie in quanto questo popolo, pur provenendo dal mare, era solito installare insediamenti nel vicino entroterra a protezione dei propri interessi commerciali.
L'importanza dell'intimo rapporto esistente tra entroterra, costa e rotte marittime - continua Sanzarello - fu perfettamente intuita da Sebastiano Tusa che indirizzò gran parte del suo lavoro a studiare i reperti sommersi, convinto che fossero testimoni anche della storia delle comunità dell'entroterra. Sanzarello, riportando l'attenzione sul sito archeologico di Amastra, ha evidenziato come la sua attività amministrativa abbia rivolto grande attenzione agli scavi passati e presenti effettuati nell'area del Castello arabo-normanno, pur nella consapevolezza che, data la stratificazione trimillenaria del centro abitato, la maggior parte dei tesori sono e resteranno nascosti nel sottosuolo, a differenza di Halaesa che è sorta in un sito completamente diverso dall'attuale Tusa. Sanzarello ha anche ribadito che, attraverso intensi rapporti con la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina, saranno avviate ulteriori ricerche archeologiche nel sito del Castello.

L'azione del comune di Tusa - continua l'Avv. Angelo Tudisca, Sindaco della città - è da alcuni decenni concentrata sull'approfondimento della storia di Halaesa Arconidea, città siculo-greca fondata nel 403 a.C. Il sito, negli ultimi anni, è stato oggetto di nuovi scavi che hanno riportato alla luce un complesso termario di notevole importanza e, nonostante lo scetticismo di alcuni, anche l'antico teatro.
Tudisca ha anche sottolineato l'importanza del rapporto scaturito dalle convenzioni stipulate con diversi atenei nazionali e internazionali e il ruolo fondamentale svolto dal compianto prof. Tusa che ha sempre accompagnato e sostenuto in questa direzione l'attività amministrativa. Investiamo molto sui giovani - continua Tudisca - e da alcuni anni, nell'ottica di sensibilizzarli verso l'archeologia, organizziamo dei campi estivi ospitando decine di ragazzi, facendoli avvicinare al mondo antico attraverso il sito di Halaesa.

L'intervento del prof. Giovanni Travagliato, storico dell'arte, si è concentrato sull'enorme quantità di lavoro prodotto da Sebastiano Tusa nel corso degli anni, facendolo diventare un vero pilastro dell'archeologia moderna. Sebastiano Tusa - continua Travagliato - ha saputo inquadrare il mar Mediterraneo non solo come luogo di scontro ma anche di incontro, e perciò ci lascia un'eredità dall'enorme valore che dobbiamo essere in grado di custodire e trasmettere alle nuove generazioni. Spesso siamo portati a ricordare gli eroi morti in guerra - dice Travagliato - ma bisogna restituire il giusto valore anche ai morti in pace, a partire dai mistrettesi illustri, da Tommaso Aversa a Maria Messina, Giuseppe Cocchiara e tanti altri amastratini che hanno servito e studiato il territorio al fine di trasmettere storia, cultura e tradizioni antiche alle nuove generazioni.

Il prof. Aurelio Burgio, docente di Archeologia presso l'Università di Palermo a artefice degli ultimi ritrovamenti nel sito di Halaesa, ha quindi evidenziato l'importanza dell'intero territorio dei Nebrodi occidentali, ricordando l'importanza avuta nel corso dei secoli di altri importanti insediamenti quali quello di Calacte-Caronia, Apollonia-San Fratello e di Aluntium-San Marco d'Alunzio. Già nei tempi antichi erano presenti e vive intense sinergie tra comunità diverse - sottolinea Burgio - ed oggi i rinvenimenti archeologici possono diventare un efficace elemento per contrastare lo spopolamento dei borghi e restituire vitalità alle comunità riprendendo il filo della storia. Bisogna ricordare - continua Burgio - che la Convenzione di Faro si pone l'obiettivo di attivare i cittadini affinché partecipino alle scoperte archeologiche, invito prontamente raccolto dalla professoressa Maria Grazia Antinoro, presente tra il pubblico, Preside dell'I.S.S. Alessandro Manzoni pronta a sensibilizzare i propri studenti verso il mondo dell'archeologia.
Questi momenti d'incontro - conclude Burgio - rappresentano delle prospettive attraverso le quali possiamo tracciare insieme il futuro.

La conclusione dell'intenso pomeriggio è stata affidata alla dottoressa Valeria Li Vigni Tusa, moglie del prof. Tusa, archeologa, attuale Soprintendente del mare e Presidente della Fondazione Sebastiano Tusa.
La brillante iniziativa ha individuato nel compianto prof. Sebastiano Tusa un filo conduttore eccezionale in quanto il marito ha rappresentato e rappresenta una figura autorevole del mondo archeologico internazionale.
A lui si devono-ci ricorda la moglie- il rinvenimento del Satiro danzante di Mazara, delle Teste Imperiali di Pantelleria, del Kouros ritrovato di Lentini, dei Rostri della Battaglia delle Egadi.
Sebastiano - ci dice Li Vigni Tusa - è stato il promotore dell'l'istituzione di 27 musei sommersi, autentici itinerari culturali subacquei fruibili col sistema del telerilevamento e della realtà virtuale aumentata, onorando, in questa maniera, la visione per cui da sempre egli aveva lottato riguardo i rinvenimenti archeologici subacquei, intesi come patrimonio di tutti e di cui tutti noi dobbiamo esserne i custodi. Partendo proprio dai pescatori - continua Li Vigni nel suo intervento - poiché molto spesso sono loro gli scopritori di queste memorie nascoste nel fondo del mare, persone di eccezionale importanza con le quali mio marito riusciva a cucire intensi rapporti collaborativi. Allo stesso modo amava rapportarsi con cittadini, amministratori, associazioni e istituzioni, essendo tutti parte di un grande progetto di rigenerazione culturale della storia e della memoria dei popoli che hanno vissuto, abitato e tracciato il Mediterraneo.
Mio marito - prosegue Li Vigni Tusa - amava profondamente Mistretta, alla quale era legato da un rapporto sincero e intimo trasmessogli dal padre Vincenzo nato a Mistretta, anche lui archeologo di grande spessore.
Alcuni appuntamenti quali la festa di San Sebastiano e della Madonna della Luce erano momenti imperdibili per mio marito: pur non nato a Mistretta, ha sempre sentito e coltivato un forte legame con la città che ha dato i natali al padre e che frequentava da bambino.
Alla sua morte abbiamo sentito la necessità di dare continuità all'enorme lavoro svolto negli anni da Sebastiano attraverso l'istituzione della Fondazione Sebastiano Tusa perché vogliamo rendere memoria agli oltre 700 scritti elaborati da mio marito e continuare nella traccia indelebile da lui indicata nel corso di decenni di incessante ed entusiasmante lavoro.
L'attività della Fondazione è molto intensa si sviluppa attraverso rapporti con le istituzioni e le comunità grazie all''organizzazione di seminari, laboratori e rassegne.

La Sicilia-conclude Li Vigni Tusa-è un acquarello composto da colori forti e colori tenui e tutti noi ne siamo i custodi.

Sebastiano Tusa scomparve prematuramente e tragicamente in un incidente aereo a Bishoftu in Etiopia il 10 marzo 2019, un volo che lo avrebbe portato a Malindi per partecipare a una conferenza UNESCO nella veste di Assessore della Regione Sicilia ai beni Culturali. A lui si deve da parte della Regione Sicilia l'istituzione della Soprintendenza del mare nel 2004.




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Halaesa Nebrodi 18/10/2025 0

Mistretta capitale della Memoria Popolare: il Folklore diventa Patrimonio Nazionale

Mistretta ha ottenuto il prestigioso titolo nazionale di “Città del Folklore 2025”, un riconoscimento attribuito dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari (FITP), che sottolinea il valore universale del suo patrimonio demo-etno-antropologico, tramandato con passione attraverso secoli di tradizioni popolari e religiose. Quest’onorificenza, decisa dalla FITP con voto unanime, nasce da una proposta della Giunta Comunale e si collega direttamente agli sforzi dell’Amministrazione e delle associazioni locali nella salvaguardia, valorizzazione e trasmissione del patrimonio etnografico alle nuove generazioni. ​

Motivazioni e valore del riconoscimento

Nella motivazione ufficiale, la FITP evidenzia come Mistretta, già nota per aver dato i natali all’antropologo Giuseppe Cocchiara, si distingue per la capacità di custodire e tramandare riti che trovano massima espressione nella Settimana Santa, nella Festa di San Sebastiano, nella Danza dei Giganti e nelle tante ricostruzioni devozionali che fondono sacro e profano in un linguaggio civile di identità e appartenenza. Ruolo fondamentale in questa trasmissione di valori è svolto dal Centro Studi Amastra, protagonista nella ricerca e diffusione delle tradizioni locali. Il riconoscimento è anche un omaggio alla coralità e passione con cui la comunità mistrettese custodisce memoria, coesione e identità, rendendo vivo il patrimonio folklorico nazionale.

La cerimonia e la serata del Folklore

Il riconoscimento è stato celebrato nel corso di una cerimonia ufficiale al Cine Teatro “Falcone e Borsellino”, gremito di pubblico. Durante la serata si è tenuto anche un Consiglio comunale straordinario che ha ratificato formalmente il conferimento del titolo.

Dopo la seduta, il teatro si è trasformato in un palcoscenico di musica, colori e tradizioni: hanno preso parte gli studenti di Mistretta e Tusa, il gruppo di canto popolare Le Matriosche di Palermo, il cantastorie Luigi Pino di Catania e il Centro Studi Amastra, da sempre protagonista nella promozione culturale locale. (fonte Quadrochiaro.it)

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Halaesa Nebrodi 05/10/2025 0

"Giuseppina Azzolina wins the 'Entrepreneurship and Management' Award 2025" 🏆

Recognition for Youth Entrepreneurship to an Operator of Halaesa Nebrodi

The current year continues to hold pleasant surprises for the Territory, for GMT™ Halaesa Nebrodi, and for the Operators who are part of it.

After recently telling the story of Elisa Cerrito and the Il Melograno Farm in Motta d'Affermo, which won a prestigious award in the field of beekeeping ([link to the article]), on October 4th, another young entrepreneur from Halaesa Nebrodi received an important recognition. She is Giuseppina Azzolina from Castel di Lucio, who was awarded in the context of the fourth edition of the "Una di tante" (One of Many) competition, organized by the Pro Loco of Nicosia.

Giuseppina Azzolina and her kiosk, "Al passo di Eolo" (At the pace of Aeolus), won the award in the Entrepreneurship and Management section. This important recognition was assigned following the suggestion of the Mayor of Castel di Lucio, Giuseppe Giordano, who in this way wanted to give due and deserved credit to the very young 25-year-old entrepreneur from Castel di Lucio. We recall that in the previous edition, another entrepreneur from Castel di Lucio, Franca Sacco, was awarded for her activity in the dairy sector, and in the same year, the Entrepreneurship and Management award was assigned to the entrepreneur from Mistretta, Maria Grazia Insana.

A Choice of Heart and Courage

Like many young people her age, at a certain point in her life, Giuseppina found herself at a crossroads: leave or stay? The love for her land, for her family, and for her town became determining factors in her difficult choice. Her decision was firm: Castel di Lucio, a mountain town of just over 1200 inhabitants perched on the Nebrodi Mountains, has been and will continue to be her home.

"A courageous choice, far from obvious, that has had an important impact on the entire community," underlined the Mayor during the award ceremony, "because with her gesture, she has restored dignity to the town."

The Birth of "Al passo di Eolo"

Giuseppina's family owns land a few minutes from the famous land art installation, The Labyrinth of Ariadne (Il Labirinto di Arianna), a highly frequented destination that is part of Fiumara d'Arte, Europe's most extensive open-air contemporary art park. On this land, located on a knoll exposed to the four winds with a breathtaking view, Al passo di Eolo was born in 2021, a small family-run kiosk where Giuseppina and Mimma, her dynamic mother, manage the kitchen and welcome guests.

From its beginning, Al passo di Eolo has stood out for its menus, a triumph of Sicilian cuisine: from cutting boards of fresh cured meats and cheeses to more substantial dishes like sandwiches with sausage and ricotta. There is no shortage of sweet delicacies, such as fresh cannoli, all served with refreshing drinks or a good coffee. The dishes are often presented on unique wooden cutting boards, hand-carved in the shape of a labyrinth, adding a special touch to the experience. Even on the cutting boards, there is, in a way, the family's mark, as they are handcrafted by her carpenter father who, obviously, also created all the wooden structures.

From that moment on, Al passo di Eolo became a genuine reference point for the territory and for the town of Castel di Lucio because, as the Mayor recalls, "it creates Value by uniting Art, Territory, and high-quality gastronomic Products, but it is also an important information point serving travelers."

"My award comes from a long way, the result of great sacrifices and supported by the closeness of my whole family," an emotional Giuseppina recounts. "I decided to stay and invest in the Territory, and it is to the Territory that I dedicate this award."

Beautiful words full of meaning, which aim to be an example for those who want to make their Territory their Home.



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Riccardo Zingone 04/10/2025 0

The Hyblaean Mountains meet the Nebrodi Mountains in an interesting gastronomic journey

Halaesa Nebrodi: A Journey of Flavors Between the Hyblaean and Nebrodi Mountains

The main objective of the CTT™ Territorial Tourism Coordinator of Halaesa Nebrodi is the promotion of the territory as an expression of a specific identity. Its "genius loci" is characterized by the diversity offered by the individual municipalities, which benefit from a catalytic and multiplying effect when put in synergy. Along the path started a few years ago, I've met and crossed paths with countless people: operators, administrators, travelers. But the story I want to tell you today has some very interesting nuances that, in my opinion, deserve a closer look, directly involving three of our Operators.


The Taste of Excellence: The Meeting with Èstro Restaurant

Giuseppe Luparelli (chef) and Lorenzo Sorrentino (pastry chef) are the owners of Èstro Restaurant (link: [Èstro Restaurant] ) in Palazzolo Acreide (SR). Their cuisine, while firmly rooted in the valuable gastronomy of the Hyblaean Mountains, is pleasantly open to regional, national, and international influences. Seasonality is a fundamental element of their philosophy, while innovation and the reinterpretation of dishes in a contemporary key represent the added value the team offers its customers.

In this continuous journey of enrichment and constant improvement, Giuseppe and Lorenzo are looking for new ideas to embellish their dishes and, why not, invent new ones. Driven by this passion, they decided to contact Halaesa Nebrodi in search of flavors and gastronomic traditions from our territory.

The request was simple: to visit some local businesses within a few days in search of local products of excellence and, if possible, unique ones.


Organizing the Mini-Tour

We collaborated on how to organize and optimize the mini-tour, given the long distance between Halaesa Nebrodi and the Hyblaean region and the relatively little time available. We drew up a three-stage program: visits to two farms and lunch in Mistretta.

Stop 1: The Provola D.O.P. from Azienda Antonio Fioriglio

The first farm visited by Giuseppe and Lorenzo is located in the territory of Mistretta, leaving the SS 117 a few kilometers after cresting Serra Merio (1093 mt). This is the Azienda agricola zootecnica Antonio Fioriglio (link: [Azienda agricola zootecnica Antonio Fioriglio]), known everywhere for the famous Provola dei Nebrodi D.O.P. Here, immersed in 100 hectares of green and uncontaminated pastures of the Nebrodi Park (Zone B), the company stands strong with a long family history dating back to 1890, now in its fifth generation.

Welcoming Giuseppe and Lorenzo was Biagio, Antonio's son, who, along with his brother Paolo, dedicates himself with love and dedication to the family business. The tasting was "challenging": in addition to the inevitable Provola dei Nebrodi D.O.P., Biagio offered a rich platter consisting of other seasoned and unseasoned cow's milk cheeses, warm fresh ricotta that had just been produced, and, the icing on the cake, the prized baked ricotta (ricotta infornata), queen of several island dishes, including the famous Pasta alla Norma.

Stop 2: Authentic Flavors at Turismo Rurale SESIMA

As it was nearly lunchtime, our Giuseppe and Lorenzo left the Fioriglio farm amid the ringing bells of the cows and headed towards Turismo rurale SESIMA (link: [Turismo rurale SESIMA]).

The ancient farmhouse is located along the SS 117, right at the entrance to Mistretta when arriving from the hinterland. The view you can enjoy once you arrive is truly breathtaking: the gaze wanders across the pastures of the great valley up to the peaks of the Nebrodi Mountains, made green by ancient and lush forests.

Here, the two chefs met Simona Di Gregorio, the hostess and kitchen manager. Despite the generous earlier snack, there was still room for fresh bucatini with Nebrodi Black Pig and a sumptuous Nebrodi Florentine Steak (Fiorentina) to share. An excellent way to come into contact with the superb local meats.

Stop 3: Innovation and Tradition with Messinese Goat Salami

The journey of our chef friends continued towards Santo Stefano di Camastra (link: [Santo Stefano di Camastra]) intrigued by the news regarding the recent launch of a new product: the Messinese Goat Salami (Salame di Capra messinese), which we recently covered in this article.

The Azienda di Antonino Mallaci Bocchio (link: [Azienda di Antonino Mallaci Bocchio]) , located in the territory of Cerami, close to that of Mistretta, officially introduced an innovative product to the market that, in reality, has solid roots in the past and tradition of the Nebrodi. The sales point, La dispensa del Massaro (link: [La dispensa del Massaro]) , is located right in the City of Ceramics, and here Giuseppe and Lorenzo were welcomed by Antonino, who presented them, in addition to the Goat Salami and the Nebrodi Black Pig Salami, a series of dairy products derived from goat's milk.


Mission Accomplished

This is the story of an exceptional day dedicated to promoting the territory, but what matters most are the impressions collected by Giuseppe and Lorenzo:

"Today we took a journey to discover the authentic Sicily, one made of ancient flavors and traditions. The first farm, that of Antonio, Biagio, and Paolo, showed us products of great value but also people with big hearts. Leaving the SS 117 and following the navigator, we got lost, but thanks to Antonio's helpfulness, we managed to reach the farm (Editor's Note: unless you have a 4x4, it's advisable to arrive at the gates of Mistretta and head towards Contrada Fontana Murata). The welcome was excellent, as were all the products we tasted, especially the baked ricotta which we found special and different from what we use in our area. Its delicate taste pleasantly struck us.

Likewise, lunch at SESIMA met our expectations and stimulated new gastronomic ideas, just as learning about the goat products from Antonino's farm in Santo Stefano di Camastra convinced us to experiment and propose something new to our guests.

Our menu, already rich in excellent products, will be enhanced by a fresh pasta dish with goat ragù, dusted with baked ricotta."

So, mission accomplished! The Hyblaean Mountains marry the Nebrodi Mountains through a unique dish that unites two fascinating worlds of our splendid Island.




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Riccardo Zingone 01/10/2025 0

I Monti Iblei incontrano i Monti Nebrodi in un interessante percorso gastronomico

Halaesa Nebrodi: Un Viaggio di Sapori tra Iblei e Nebrodi

Tra gli obiettivi fondamentali del CTT™ Coordinatore Turistico Territoriale di Halaesa Nebrodi vi è la generazione di rapporti collaborativi tra e con gli Operatori, perche le persone sono e fanno la Destinazione. Il suo "genius loci" è caratterizzato dalle diversità offerte dai singoli comuni, che beneficiano di un effetto catalizzatore e moltiplicatore quando vengono messi in sinergia. Nel percorso avviato da alcuni anni, ho incontrato e incrociato tantissime persone: operatori, amministratori, viaggiatori. Creare o rafforzare sinergie e relazioni diventa dunque un momento fondamentale nella crescita sociale ed economica del Territorio. La storia che voglio raccontarvi oggi ha delle sfumature molto interessanti che, a mio parere, meritano un approfondimento coinvolgendo, in prima persona, tre dei nostri Operatori.


Il Gusto dell'Eccellenza: L'Incontro con Èstro Restaurant

Giuseppe Luparelli (chef) e Lorenzo Sorrentino (pastry chef) sono i titolari di Èstro Restaurant  di Palazzolo Acreide (SR). La loro cucina, pur saldamente legata alla pregevole gastronomia dei Monti Iblei, è piacevolmente aperta a influenze regionali, nazionali e internazionali. La stagionalità è un elemento fondante della loro filosofia, mentre l'innovazione e la reinterpretazione dei piatti in chiave contemporanea rappresentano il valore aggiunto che il team offre ai propri clienti.

In questo continuo percorso di arricchimento e costante miglioramento, Giuseppe e Lorenzo sono alla ricerca di nuovi spunti per impreziosire i propri piatti e, perché no, inventarne di nuovi. Spinti da questa passione, decidono di contattare Halaesa Nebrodi alla ricerca di sapori e tradizioni gastronomiche del nostro territorio.

La richiesta è semplice: visitare da lì a pochi giorni alcune aziende del territorio alla ricerca di prodotti locali d'eccellenza e, se possibile, unici.


Organizzazione del Mini-Tour

Abbiamo ragionato insieme su come organizzare e ottimizzare il mini-tour, vista la lunga distanza tra Halaesa Nebrodi e gli Iblei e il relativamente poco tempo a disposizione. Abbiamo stilato un programma di tre tappe: la visita a due aziende e un pranzo a Mistretta.

Tappa 1: La Provola D.O.P. dell'Azienda Antonio Fioriglio

La prima azienda visitata da Giuseppe e Lorenzo si trova nel territorio di Mistretta, lasciando la SS 117 pochi chilometri dopo aver superato Serra Merio (1093 mt). Si tratta dell'Azienda agricola zootecnica Antonio Fioriglio, nota ovunque per la celebre Provola dei Nebrodi D.O.P. Qui, immersa nei 100 ettari di verdi e incontaminati pascoli del Parco dei Nebrodi (zona B), sorge l'azienda, forte di una lunga storia familiare che nasce nel 1890, giunta adesso alla quinta generazione.

Ad accogliere Giuseppe e Lorenzo c'è Biagio, figlio di Antonio, che, insieme al fratello Paolo, si dedica con amore e dedizione all'azienda di famiglia. La prova d'assaggio è stata "tosta": oltre l'immancabile Provola dei Nebrodi D.O.P., Biagio ha proposto un ricco vassoio composto da altri formaggi vaccini stagionati e non, una tiepida ricotta fresca appena prodotta e, ciliegina sulla torta, la pregevole ricotta infornata, regina di diversi piatti isolani, tra cui la celeberrima Pasta alla Norma.

Tappa 2: Sapori Autentici al Turismo Rurale SESIMA

Essendo ormai quasi ora di pranzo, i nostri Giuseppe e Lorenzo hanno lasciato l'azienda Fioriglio tra il placido scampanio delle vacche e si sono diretti verso il Turismo rurale SESIMA. 

L'antico casale si trova lungo la SS 117, all'ingresso di Mistretta provenendo dall'entroterra. Lo scenario è mozzafiato: lo sguardo si perde tra i pascoli della grande vallata fino ad arrivare alle cime dei Monti Nebrodi, resi verdi da antichi e lussureggianti boschi.

Qui, i due chef hanno incontrato Simona Di Gregorio, padrona di casa e responsabile della cucina. Nonostante il generoso spuntino precedente, c'è stato spazio per dei bucatini freschi con Suino nero dei Nebrodi e una sontuosa Fiorentina dei Nebrodi da condividere. Un ottimo modo per entrare in contatto con le eccellenti carni nostrane.

Tappa 3: Innovazione e Tradizione con il Salame di Capra Messinese

Il viaggio dei nostri amici chef è proseguito alla volta di Santo Stefano di Camastra, incuriositi dalle notizie riguardanti il recente lancio di un nuovo prodotto: il salame di Capra messinese di cui ci siamo occupato recentemente in questo articolo.

L'Azienda di Antonino Mallaci Bocchio, ubicata nel territorio di Cerami, a ridosso di quello mistrettese, ha introdotto ufficialmente sul mercato un prodotto innovativo che, in realtà, ha solide radici nel passato e nella tradizione dei Nebrodi. Il punto vendita, La dispensa del Massaro, è situato proprio nella Città delle ceramiche, e qui Giuseppe e Lorenzo sono stati accolti da Antonino che ha presentato loro, oltre al salame di Capra e a quello di Suino nero dei Nebrodi, anche una serie di prodotti caseari derivati dal latte di capra.


La Missione è Compiuta

Questo il racconto di una giornata eccezionale dedicata alla promozione del territorio, ma ciò che più conta sono le sensazioni raccolte da Giuseppe e Lorenzo:

"Oggi abbiamo fatto un viaggio alla scoperta della Sicilia autentica, quella fatta di antichi sapori e tradizioni. La prima azienda, quella di Antonio, Biagio e Paolo, ci ha fatto scoprire prodotti di grande valore ma anche persone dal cuore grande. Lasciando la SS 117 e seguendo il navigatore ci eravamo persi, ma grazie alla disponibilità di Antonio siamo riusciti a raggiungere l'azienda (N.d.R.: a meno che non si disponga di un fuoristrada, per raggiungere l'azienda è consigliabile arrivare alle porte di Mistretta e dirigersi verso Contrada Fontana Murata). L'accoglienza è stata ottima come tutti i prodotti che abbiamo assaggiato, soprattutto la ricotta infornata che abbiamo trovato speciale e diversa da quella che utilizziamo dalle nostre parti. Il suo gusto delicato ci ha piacevolmente colpiti.

Allo stesso modo il pranzo da SESIMA è stato all'altezza delle aspettative e ci ha stimolato delle nuove idee gastronomiche, così come conoscere i prodotti di capra provenienti dall'azienda di Antonino a Santo Stefano di Camastra ci ha convinti a sperimentare e proporre qualcosa di nuovo ai nostri ospiti.

Il nostro menù, già ricco di prodotti d'eccellenza, sarà impreziosito da una Pasta fresca con ragù di capra e spolverata con ricotta infornata."

Dunque, missione compiuta! I Monti Iblei si sposano con i Monti Nebrodi attraverso un piatto unico che unisce due mondi affascinanti della nostra splendida Isola.




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