1 chilometro di tela: censimento
halaesanebrodi 23/05/2024 0
"Si informa la cittadinanza che il Comune di Pettineo, in collaborazione con i ragazzi del servizio civile universale settore turismo, da giovedì 23 Maggio, saranno impegnati in un censimento fotografico delle tele presenti presso le abitazioni dei nostri cittadini che fanno parte del " Museo Domestico : Fiumara d'arte". Nel corso delle edizioni del chilometro di tela, svoltosi nel primi anni ' 90 a Pettineo, centinaia sono stati i pittori provenienti da tutto il mondo che dipingevano la loro opera d'arte, su una lunga tela stesa lungo le vie del paese. Gli stessi, venivano ospitati dagli abitanti a cui successivamente si lasciava in dono la parte di tela tagliata, come ringraziamento dell’ospitalità. A ciascuna abitazione ospitante è stata donata una targa in ceramica da apporre all’esterno, recante il nome della famiglia e l’autore del quadro ospitato. Tali targhe, ancora affisse presso le nostre vie, sono la testimonianza di una meticolosa custodia di tali opere. A tal proposito , vi chiediamo la piena disponibilità a condividere tali opere d'arte con noi e con tutta la collettività." (fonte Pagina Facebook Comune di Pettineo)
A seguire una serie di immagini di repertorio
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Riccardo Zingone 30/07/2026
I dati ISTAT relativi al periodo 2020-2025 confermano una forte crescita dell’offerta ricettiva turistica di Halaesa Nebrodi. Ma occorre fare di più.
Il territorio di Halaesa Nebrodi è cresciuto. Adesso deve diventare una Destinazione.
Ci sono numeri che descrivono una realtà. E poi ci sono numeri che invitano a cambiare prospettiva. Quelli relativi alla crescita della ricettività del comprensorio del GMT Halaesa Nebrodi appartengono a questa seconda categoria. Nel giro di appena cinque anni siamo passati da 34 a 207 strutture ricettive e da 638 a 1.575 posti letto. Stiamo descrivendo una crescita legata sostanzialmente all'extralberghiero e non sono semplici statistiche: sono la testimonianza di centinaia di persone che hanno deciso di investire qui, ristrutturando immobili, aprendo B&B, case vacanza e affittacamere. Hanno investito perché hanno creduto nelle potenzialità del territorio. Ed è forse proprio questa la notizia più importante.
Dietro i numeri c'è la fiducia
Sarebbe stato utile incrociare questi dati con arrivi e presenze Comune per Comune lungo tutto il quinquennio. Purtroppo non disponiamo ancora di una serie storica completa. Eppure è difficile immaginare che oltre 170 nuove strutture siano nate senza una domanda crescente. Chi investe non lo fa per caso. Evidentemente il nostro territorio ha iniziato ad attrarre un numero sempre maggiore di viaggiatori.
Nel confronto nato dopo la pubblicazione dei dati su Facebook , il sindaco di Tusa Angelo Tudisca ha ricordato come questa crescita sia stata favorita anche dal lavoro delle amministrazioni: valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico, qualità dei servizi, programmazione, turismo accessibile, rigenerazione urbana e attenzione alla destagionalizzazione. È una riflessione che condivido. L'iniziativa privata trova terreno fertile quando incontra amministrazioni capaci di creare condizioni favorevoli allo sviluppo.
La seconda fase inizia adesso
Il punto, però, oggi è un altro. Il vero interrogativo non è come siamo arrivati fin qui, ma come fare in modo che questa crescita non resti un episodio irripetibile. Finora lo sviluppo è stato in larga parte spontaneo, pur sostenuto dalle azioni dei singoli Comuni. Da adesso in avanti la sfida cambia: non basta più aumentare i posti letto, bisogna riuscire a tenerli occupati durante tutto l'anno.
Quando nasce una destinazione
È qui che si comprende la differenza tra una meta e una destinazione turistica. Il turista può scegliere di visitare un borgo specifico. Ma quando è un intero territorio ad affascinarlo attraverso la propria storia, il paesaggio, le tradizioni, il patrimonio culturale e le esperienze che è capace di offrire, allora il singolo paese non rappresenta più il fine del viaggio: diventa una tappa di un racconto più ampio. È in quel momento che nasce una destinazione.
Per questo serve una regia condivisa: una narrazione comune, un calendario coordinato, itinerari intercomunali, prodotti turistici prenotabili, formazione, raccolta dei dati e strumenti comuni di promozione e commercializzazione. Lo sviluppo, infatti, non va soltanto favorito: va governato.
Le differenze possono diventare una forza
La diversa crescita registrata tra i Comuni non va letta come uno squilibrio, ma come un'opportunità. Tusa, Santo Stefano di Camastra, Reitano, Mistretta, Motta d'Affermo, Pettineo e Castel di Lucio possiedono identità differenti e complementari. Le destinazioni più competitive non uniformano i territori: li mettono in relazione. Mare, archeologia, ceramica, borghi, boschi, gastronomia e tradizioni, se collegati tra loro, diventano un unico prodotto turistico.
La vera sfida è adesso
I dati del quinquennio 2020-2025 dimostrano che il territorio possiede un potenziale reale. Adesso occorre compiere un salto di qualità: trasformare una crescita spontanea in uno sviluppo organizzato, misurabile e condiviso.
Se siamo riusciti a ottenere questi risultati lavorando prevalentemente come singoli Comuni, viene naturale chiedersi quali traguardi potremmo raggiungere iniziando finalmente a ragionare come un'unica destinazione. È una domanda che riguarda amministratori, operatori economici e comunità locali. Ma, soprattutto, è una domanda alla quale non possiamo più permetterci di non dare una risposta.
Uno sguardo dalla Sardegna
Giovanni Antonio Sanna, mio collega Coordinatore Turistico Territoriale di Territori e Italianità, impegnato nella costruzione di reti territoriali in Sardegna, attraverso il GMT Sardinia HUB, legge questi dati con una chiave di interpretazione che va oltre i numeri:
«La crescita quantitativa dell'offerta non garantisce automaticamente la crescita del valore generato per le comunità. Senza una visione condivisa si rischia di restare semplici fornitori di servizi. Un territorio competitivo nasce quando amministrazioni, operatori e comunità imparano a lavorare come un unico sistema, trasformando tante iniziative individuali in un'unica esperienza territoriale.»
Una riflessione che trova piena applicazione anche nel comprensorio Halaesa Nebrodi, dove la prossima sfida non sembra essere tanto quella di aumentare ulteriormente il numero delle strutture ricettive, quanto quella di costruire una vera destinazione turistica capace di generare valore, occupazione e presenze durante tutto l'anno.
Riccardo Zingone 19/10/2025
Giornata di Studio dedicata all'archeologo Sebastiano Tusa
"Storia e archeologia tra Amastra e Halaesa - Giornata di Studio in memoria di Sebastiano Tusa": questo il titolo dell'interessante incontro svoltosi il 18 ottobre a Mistretta presso il Salone del Circolo Unione moderato dal giornalista di Telemistretta dott. Giuseppe Cuva.
Lo storico sodalizio, insieme all'emittente Telemistretta e sotto la sapiente regia del dott. Salvatore Antoci, ha saputo cogliere l'opportunità di mettere a confronto i comuni di Mistretta e Tusa, sui cui territori sorgono due siti archeologici di grande importanza e spessore: Amastra e Halaesa.La presentazione è stata affidata al dott. Salvatore Antoci che, nel tracciare l'excursus che ha portato all'evento, ha voluto sottolineare come tutto il comprensorio necessiti di azioni di sviluppo economico e sociale, ponendo l'accento sull'importanza che rivestono i due siti archeologici quali elementi di sviluppo turistico.
Concetti espressi anche dal Presidente del Circolo Unione, geom. Mario Di Franco, sottolineando come questi eventi, insieme ad altri quali il Premio Maria Messina e il Premio Giuseppe Cocchiara, siano strumenti utili a trasmettere memoria e conoscenza, nonché una significativa riflessione per segnare, attraverso il passato, una traccia per il futuro.
Molto sentito e pertinente l'intervento di monsignor Michele Giordano, Presidente dell'Associazione Telemistretta, che ha invitato tutti i presenti, e anche chi era collegato in diretta, a sostenere con determinazione l'emittente a diffusione regionale in quanto espressione e voce del Territorio. Monsignor Giordano ha inoltre ribadito quanto sia necessario rafforzare l'unione tra i comuni e tra i territori lavorando proficuamente al di fuori dei campanilismi.
L'intervento del sindaco di Mistretta, dott. Sebastiano Sanzarello, si è concentrato sull'importanza che riveste l'ambito archeologico per le due città di Mistretta e di Tusa che, insieme all'antica Calacte (l'odierna Caronia), hanno rappresentato nel passato un importante punto di sbocco commerciale e culturale tra entroterra e costa tirrenica. È verosimile che le origini della città siano fenicie in quanto questo popolo, pur provenendo dal mare, era solito installare insediamenti nel vicino entroterra a protezione dei propri interessi commerciali.
L'importanza dell'intimo rapporto esistente tra entroterra, costa e rotte marittime - continua Sanzarello - fu perfettamente intuita da Sebastiano Tusa che indirizzò gran parte del suo lavoro a studiare i reperti sommersi, convinto che fossero testimoni anche della storia delle comunità dell'entroterra. Sanzarello, riportando l'attenzione sul sito archeologico di Amastra, ha evidenziato come la sua attività amministrativa abbia rivolto grande attenzione agli scavi passati e presenti effettuati nell'area del Castello arabo-normanno, pur nella consapevolezza che, data la stratificazione trimillenaria del centro abitato, la maggior parte dei tesori sono e resteranno nascosti nel sottosuolo, a differenza di Halaesa che è sorta in un sito completamente diverso dall'attuale Tusa. Sanzarello ha anche ribadito che, attraverso intensi rapporti con la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina, saranno avviate ulteriori ricerche archeologiche nel sito del Castello.
L'azione del comune di Tusa - continua l'Avv. Angelo Tudisca, Sindaco della città - è da alcuni decenni concentrata sull'approfondimento della storia di Halaesa Arconidea, città siculo-greca fondata nel 403 a.C. Il sito, negli ultimi anni, è stato oggetto di nuovi scavi che hanno riportato alla luce un complesso termario di notevole importanza e, nonostante lo scetticismo di alcuni, anche l'antico teatro.
Tudisca ha anche sottolineato l'importanza del rapporto scaturito dalle convenzioni stipulate con diversi atenei nazionali e internazionali e il ruolo fondamentale svolto dal compianto prof. Tusa che ha sempre accompagnato e sostenuto in questa direzione l'attività amministrativa. Investiamo molto sui giovani - continua Tudisca - e da alcuni anni, nell'ottica di sensibilizzarli verso l'archeologia, organizziamo dei campi estivi ospitando decine di ragazzi, facendoli avvicinare al mondo antico attraverso il sito di Halaesa.
L'intervento del prof. Giovanni Travagliato, storico dell'arte, si è concentrato sull'enorme quantità di lavoro prodotto da Sebastiano Tusa nel corso degli anni, facendolo diventare un vero pilastro dell'archeologia moderna. Sebastiano Tusa - continua Travagliato - ha saputo inquadrare il mar Mediterraneo non solo come luogo di scontro ma anche di incontro, e perciò ci lascia un'eredità dall'enorme valore che dobbiamo essere in grado di custodire e trasmettere alle nuove generazioni. Spesso siamo portati a ricordare gli eroi morti in guerra - dice Travagliato - ma bisogna restituire il giusto valore anche ai morti in pace, a partire dai mistrettesi illustri, da Tommaso Aversa a Maria Messina, Giuseppe Cocchiara e tanti altri amastratini che hanno servito e studiato il territorio al fine di trasmettere storia, cultura e tradizioni antiche alle nuove generazioni.
Il prof. Aurelio Burgio, docente di Archeologia presso l'Università di Palermo a artefice degli ultimi ritrovamenti nel sito di Halaesa, ha quindi evidenziato l'importanza dell'intero territorio dei Nebrodi occidentali, ricordando l'importanza avuta nel corso dei secoli di altri importanti insediamenti quali quello di Calacte-Caronia, Apollonia-San Fratello e di Aluntium-San Marco d'Alunzio. Già nei tempi antichi erano presenti e vive intense sinergie tra comunità diverse - sottolinea Burgio - ed oggi i rinvenimenti archeologici possono diventare un efficace elemento per contrastare lo spopolamento dei borghi e restituire vitalità alle comunità riprendendo il filo della storia. Bisogna ricordare - continua Burgio - che la Convenzione di Faro si pone l'obiettivo di attivare i cittadini affinché partecipino alle scoperte archeologiche, invito prontamente raccolto dalla professoressa Maria Grazia Antinoro, presente tra il pubblico, Preside dell'I.S.S. Alessandro Manzoni pronta a sensibilizzare i propri studenti verso il mondo dell'archeologia.
Questi momenti d'incontro - conclude Burgio - rappresentano delle prospettive attraverso le quali possiamo tracciare insieme il futuro.
La conclusione dell'intenso pomeriggio è stata affidata alla dottoressa Valeria Li Vigni Tusa, moglie del prof. Tusa, archeologa, attuale Soprintendente del mare e Presidente della Fondazione Sebastiano Tusa.
La brillante iniziativa ha individuato nel compianto prof. Sebastiano Tusa un filo conduttore eccezionale in quanto il marito ha rappresentato e rappresenta una figura autorevole del mondo archeologico internazionale.
A lui si devono-ci ricorda la moglie- il rinvenimento del Satiro danzante di Mazara, delle Teste Imperiali di Pantelleria, del Kouros ritrovato di Lentini, dei Rostri della Battaglia delle Egadi.
Sebastiano - ci dice Li Vigni Tusa - è stato il promotore dell'l'istituzione di 27 musei sommersi, autentici itinerari culturali subacquei fruibili col sistema del telerilevamento e della realtà virtuale aumentata, onorando, in questa maniera, la visione per cui da sempre egli aveva lottato riguardo i rinvenimenti archeologici subacquei, intesi come patrimonio di tutti e di cui tutti noi dobbiamo esserne i custodi. Partendo proprio dai pescatori - continua Li Vigni nel suo intervento - poiché molto spesso sono loro gli scopritori di queste memorie nascoste nel fondo del mare, persone di eccezionale importanza con le quali mio marito riusciva a cucire intensi rapporti collaborativi. Allo stesso modo amava rapportarsi con cittadini, amministratori, associazioni e istituzioni, essendo tutti parte di un grande progetto di rigenerazione culturale della storia e della memoria dei popoli che hanno vissuto, abitato e tracciato il Mediterraneo.
Mio marito - prosegue Li Vigni Tusa - amava profondamente Mistretta, alla quale era legato da un rapporto sincero e intimo trasmessogli dal padre Vincenzo nato a Mistretta, anche lui archeologo di grande spessore.
Alcuni appuntamenti quali la festa di San Sebastiano e della Madonna della Luce erano momenti imperdibili per mio marito: pur non nato a Mistretta, ha sempre sentito e coltivato un forte legame con la città che ha dato i natali al padre e che frequentava da bambino.
Alla sua morte abbiamo sentito la necessità di dare continuità all'enorme lavoro svolto negli anni da Sebastiano attraverso l'istituzione della Fondazione Sebastiano Tusa perché vogliamo rendere memoria agli oltre 700 scritti elaborati da mio marito e continuare nella traccia indelebile da lui indicata nel corso di decenni di incessante ed entusiasmante lavoro.
L'attività della Fondazione è molto intensa si sviluppa attraverso rapporti con le istituzioni e le comunità grazie all''organizzazione di seminari, laboratori e rassegne.
La Sicilia-conclude Li Vigni Tusa-è un acquarello composto da colori forti e colori tenui e tutti noi ne siamo i custodi.
Sebastiano Tusa scomparve prematuramente e tragicamente in un incidente aereo a Bishoftu in Etiopia il 10 marzo 2019, un volo che lo avrebbe portato a Malindi per partecipare a una conferenza UNESCO nella veste di Assessore della Regione Sicilia ai beni Culturali. A lui si deve da parte della Regione Sicilia l'istituzione della Soprintendenza del mare nel 2004.
Halaesa Nebrodi 26/07/2026
Parco dei Nebrodi,Il soccorso cinofilo sceglie Mistretta: addestramento concluso alla Valle delle Cascate, ai piedi di Ponte Zupardo
Mistretta, i Nebrodi si sono confermati palestra d'eccellenza per il soccorso cinofilo. Un territorio incline non solo al turismo esperienziale ma anche alla formazione.
I boschi dei Nebrodi hanno confermato ancora una volta la loro straordinaria vocazione non solo ambientale, ma anche formativa. Nel fine settimana del 25 e 26 luglio, il territorio di Mistretta ha ospitato le esercitazioni pratiche del corso organizzato da CSEN Cinofilia da Soccorso, trasformando sentieri, vallate e aree boschive in un grande laboratorio operativo dedicato alla ricerca di persone disperse.
L'iniziativa ha richiamato aspiranti istruttori e unità cinofile provenienti dalle province di Messina e Palermo, offrendo loro un ambiente naturale che, per caratteristiche morfologiche e varietà del paesaggio, rappresenta uno dei contesti più idonei del Sud Italia per questo tipo di addestramento.
Un'attività altamente specialistica che, oltre al valore tecnico e formativo, ha messo in evidenza come il patrimonio naturalistico dei Nebrodi possa diventare anche un'importante risorsa per un turismo esperienziale e professionale, capace di attrarre operatori, associazioni e corsisti da tutta Italia.
L'intervista a Nino Ligato: "Il vero soccorso nasce dal binomio uomo-cane"
A coordinare le attività è stato Nino Ligato, presidente dell'associazione Dog Trapping, responsabile delle unità cinofile di un nucleo di Protezione Civile calabrese e istruttore con una lunga esperienza maturata sia in Italia che all'estero, con missioni operative in Albania, Turchia e numerosi interventi durante terremoti e alluvioni.
Durante il corso abbiamo raccolto la sua testimonianza.
«Il nostro lavoro si basa sul binomio cane-conduttore», ha spiegato. «Il cane è il primo protagonista della ricerca grazie alle sue straordinarie capacità olfattive, mentre il conduttore interpreta il suo lavoro e coordina tutta l'operazione. È una collaborazione costruita su fiducia, addestramento e perfetta sintonia.»
Ligato ha spiegato come un cane possa ispezionare in tempi molto rapidi vaste superfici.
«Un solo cane può setacciare circa cinque ettari in quaranta minuti o un'ora. Naturalmente tutto dipende dalla preparazione dell'animale, dalla conformazione del territorio, dalle condizioni climatiche e dall'esperienza del conduttore.»
Due anni di addestramento per costruire una squadra
Dietro ogni intervento operativo si nascondono anni di lavoro.
«Per formare un'unità cinofila servono mediamente due anni. Tutto inizia dalla scelta del cucciolo. Bisogna saper leggere le sue caratteristiche naturali: equilibrio, socialità, voglia di giocare e forte motivazione al lavoro sono qualità fondamentali.»
L'istruttore ha inoltre sottolineato come non siano soltanto le razze più conosciute a garantire i migliori risultati.
«Anche un meticcio può diventare un eccellente cane da ricerca. Abbiamo lavorato con cani recuperati dalla strada che hanno dato risultati sorprendenti. Molto dipende dall'occhio del conduttore e dalla capacità di valorizzarne le predisposizioni.»
Durante il corso sono stati effettuati anche test attitudinali sui cuccioli, utili a individuare precocemente le caratteristiche più adatte al lavoro operativo.
L'istinto naturale diventa uno strumento di salvataggio
Ligato ha illustrato anche il principio sul quale si fonda l'addestramento.
«Noi lavoriamo sugli istinti ancestrali del cane, trasformando il comportamento naturale della caccia in uno strumento di ricerca. Per il cane il disperso diventa la "preda" da individuare. Quando lo trova lo segnala abbaiando; a quel punto interviene il conduttore che presta il primo soccorso e coordina tutte le operazioni successive.»
Un addestramento che consente all'animale di mantenere la concentrazione anche in scenari particolarmente complessi.
«Durante un'emergenza ci possono essere rumori, mezzi di soccorso, fotografi e tante persone. Il cane deve ignorare tutto e concentrarsi esclusivamente sulla ricerca.»
Cani da superficie e cani molecolari: due specialità complementari
Tra gli argomenti affrontati anche la differenza tra il cane da superficie e il cane da mantrailing, conosciuto anche come cane molecolare.
«Sono due discipline completamente diverse», ha spiegato Ligato. «Il cane molecolare segue la traccia olfattiva lasciata da una specifica persona, mentre il cane da superficie esplora un'intera area alla ricerca della presenza umana.»
Le due specialità, però, lavorano spesso insieme.
«Il cane molecolare restringe l'area di ricerca e il cane da superficie completa la bonifica del territorio. È una collaborazione che aumenta notevolmente l'efficacia delle operazioni.»
Un progetto che guarda al futuro
Il corso ha rappresentato una tappa del più ampio progetto promosso da CSEN Cinofilia da Soccorso, che punta a rafforzare la formazione specialistica in Sicilia e a fare dell'Isola un punto di riferimento nazionale nel settore.
Agli esami teorico-pratici conclusivi ha preso parte anche il Responsabile Nazionale di CSEN Cinofilia da Soccorso, confermando l'importanza attribuita al percorso formativo.
È stato inoltre annunciato che, alla fine di settembre, prenderà il via un nuovo corso dedicato al Mantrailing operativo, disciplina sempre più richiesta nelle attività di Protezione Civile e nella ricerca di persone scomparse.

Mistretta e i Nebrodi sempre più luogo di formazione
La scelta di Mistretta non è stata casuale. Boschi, sentieri, vallate e aree impervie hanno offerto uno scenario estremamente realistico per l'addestramento delle unità cinofile, confermando le straordinarie potenzialità del territorio anche per ospitare eventi formativi di rilievo nazionale.
I binomi che hanno partecipato alla formazione sono stati: Angela Zucco con Kira, Anna Gugliotta con Nevada, Elisa Meneghini con Jenny e Danilo La Via con Nina.
Determinante è stato il lavoro svolto da Danilo La Via, gestore dell'allevamento La Casa dei labrador e autentico punto di riferimento della cinofilia dei Nebrodi, che ha promosso l'organizzazione dell'iniziativa proponendo il territorio in cui vive e lavora come luogo perfetto per effettuare l'addestramento dei cani da soccorso.
Manifestazioni come questa dimostrano come i Nebrodi possano proporsi non soltanto come meta di turismo naturalistico, ma anche come destinazione per attività formative, sportive e professionali legate all'ambiente, capaci di generare nuove presenze e valorizzare il patrimonio del territorio durante tutto l'anno.