I dati ISTAT relativi al periodo 2020-2025 confermano una forte crescita dell’offerta ricettiva turistica di Halaesa Nebrodi. Ma occorre fare di più.

Le eccezionali iniziative individuali vanno convogliate in un'unica esperienza territoriale con l'obiettivo comune di fare crescere il comprensorio

Riccardo Zingone 30/07/2026 1

Il territorio di Halaesa Nebrodi è cresciuto. Adesso deve diventare una Destinazione.

Ci sono numeri che descrivono una realtà. E poi ci sono numeri che invitano a cambiare prospettiva. Quelli relativi alla crescita della ricettività del comprensorio del GMT Halaesa Nebrodi appartengono a questa seconda categoria. Nel giro di appena cinque anni siamo passati da 34 a 207 strutture ricettive e da 638 a 1.575 posti letto. Stiamo descrivendo una crescita legata sostanzialmente all'extralberghiero e non sono semplici statistiche: sono la testimonianza di centinaia di persone che hanno deciso di investire qui, ristrutturando immobili, aprendo B&B, case vacanza e affittacamere. Hanno investito perché hanno creduto nelle potenzialità del territorio. Ed è forse proprio questa la notizia più importante.

Dietro i numeri c'è la fiducia

Sarebbe stato utile incrociare questi dati con arrivi e presenze Comune per Comune lungo tutto il quinquennio. Purtroppo non disponiamo ancora di una serie storica completa. Eppure è difficile immaginare che oltre 170 nuove strutture siano nate senza una domanda crescente. Chi investe non lo fa per caso. Evidentemente il nostro territorio ha iniziato ad attrarre un numero sempre maggiore di viaggiatori.

Nel confronto nato dopo la pubblicazione dei dati su Facebook , il sindaco di Tusa Angelo Tudisca ha ricordato come questa crescita sia stata favorita anche dal lavoro delle amministrazioni: valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico, qualità dei servizi, programmazione, turismo accessibile, rigenerazione urbana e attenzione alla destagionalizzazione. È una riflessione che condivido. L'iniziativa privata trova terreno fertile quando incontra amministrazioni capaci di creare condizioni favorevoli allo sviluppo.


La seconda fase inizia adesso

Il punto, però, oggi è un altro. Il vero interrogativo non è come siamo arrivati fin qui, ma come fare in modo che questa crescita non resti un episodio irripetibile. Finora lo sviluppo è stato in larga parte spontaneo, pur sostenuto dalle azioni dei singoli Comuni. Da adesso in avanti la sfida cambia: non basta più aumentare i posti letto, bisogna riuscire a tenerli occupati durante tutto l'anno.

Quando nasce una destinazione

È qui che si comprende la differenza tra una meta e una destinazione turistica. Il turista può scegliere di visitare un borgo specifico. Ma quando è un intero territorio ad affascinarlo attraverso la propria storia, il paesaggio, le tradizioni, il patrimonio culturale e le esperienze che è capace di offrire, allora il singolo paese non rappresenta più il fine del viaggio: diventa una tappa di un racconto più ampio. È in quel momento che nasce una destinazione.

Per questo serve una regia condivisa: una narrazione comune, un calendario coordinato, itinerari intercomunali, prodotti turistici prenotabili, formazione, raccolta dei dati e strumenti comuni di promozione e commercializzazione. Lo sviluppo, infatti, non va soltanto favorito: va governato.

Le differenze possono diventare una forza

La diversa crescita registrata tra i Comuni non va letta come uno squilibrio, ma come un'opportunità. Tusa, Santo Stefano di Camastra, Reitano, Mistretta, Motta d'Affermo, Pettineo e Castel di Lucio possiedono identità differenti e complementari. Le destinazioni più competitive non uniformano i territori: li mettono in relazione. Mare, archeologia, ceramica, borghi, boschi, gastronomia e tradizioni, se collegati tra loro, diventano un unico prodotto turistico.

La vera sfida è adesso

I dati del quinquennio 2020-2025 dimostrano che il territorio possiede un potenziale reale. Adesso occorre compiere un salto di qualità: trasformare una crescita spontanea in uno sviluppo organizzato, misurabile e condiviso.

Se siamo riusciti a ottenere questi risultati lavorando prevalentemente come singoli Comuni, viene naturale chiedersi quali traguardi potremmo raggiungere iniziando finalmente a ragionare come un'unica destinazione. È una domanda che riguarda amministratori, operatori economici e comunità locali. Ma, soprattutto, è una domanda alla quale non possiamo più permetterci di non dare una risposta.

Uno sguardo dalla Sardegna

Giovanni Antonio Sanna, mio collega Coordinatore Turistico Territoriale di Territori e Italianità, impegnato nella costruzione di reti territoriali in Sardegna, attraverso il GMT Sardinia HUB, legge questi dati con una chiave di interpretazione che va oltre i numeri:

«La crescita quantitativa dell'offerta non garantisce automaticamente la crescita del valore generato per le comunità. Senza una visione condivisa si rischia di restare semplici fornitori di servizi. Un territorio competitivo nasce quando amministrazioni, operatori e comunità imparano a lavorare come un unico sistema, trasformando tante iniziative individuali in un'unica esperienza territoriale.»

Una riflessione che trova piena applicazione anche nel comprensorio Halaesa Nebrodi, dove la prossima sfida non sembra essere tanto quella di aumentare ulteriormente il numero delle strutture ricettive, quanto quella di costruire una vera destinazione turistica capace di generare valore, occupazione e presenze durante tutto l'anno.

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Riccardo Zingone 19/08/2024

Mistretta patrimonio dell'umanità, lo scossone di Luciano Mirone

In queste calde, caldissime giornate a cavallo di Ferragosto, arriva da Luciano Mirone, noto giornalista e scrittore di Belpasso, un articolo ricco di contenuti e destinato a suscitare interesse e dibattito all'interno della comunità amastratina, ma non solo: proporre la città di Mistretta come Patrimonio dell'umanità e quindi avviare l'iter per il suo inserimento nella World Heritage List della Convenzione sul patrimonio dell'umanità, adottata dalla Conferenza generale dell'UNESCO nel 1972.

Prima di addentrarmi nel contenuto dell'articolo voglio ricordare, a chi non lo sapesse, che Luciano Mirone è il Direttore del quotidiano online L'informazione.eu, è autore di numerosi libri e saggi, tra cui l'ultimo libro-inchiesta dedicato alla misteriosa morte del commediografo catanese Nino Martoglio. Nella sua lunga attività di giornalista, ha scritto per l'edizione trapanese del Giornale di Sicilia e si è formato professionalmente collaborando con Giuseppe Fava ne I Siciliani, instaurando anche rapporti lavorativi con il Venerdì di Repubblica, Oggi e La Repubblica.
Nel 2000 fonda il periodico L'Informazione che, nella sua versione online, diventa un quotidiano con l'obiettivo puntato sui fatti di cronaca, politici e di costume siciliani e nazionali.
Portano la sua firma diversi libri e approfondimenti legati a fatti di mafia, tra i quali citiamo Un 'suicidio' di mafia. La strana morte di Attilio Manca, a testimonianza dell'acuto spirito investigativo e del taglio da giornalista d'inchiesta puro, caratteristiche che hanno spesso connotato i suoi scritti. Mirone, dunque, è uno scrittore a tutto tondo i cui interessi spaziano dalla saggistica, all'attualità, alla politica e, come si diceva in apertura, anche alle vicende legate a fatti inerenti la sua terra: la Sicilia.
Mirone ama spesso citare Mistretta definendola una città che porta dentro il cuore, tant'è che due dei suoi ultimi libri, Il set delle meraviglie e Il caso Martoglio, sono stati presentati, su desiderio dell'autore, anche nella cittadina nebroidea, luogo dove il padre ha lavorato come Carabiniere e nella quale Luciano ha vissuto la sua infanzia, intessendo con essa un profondo e duraturo legame emozionale. Un po' come quelle amicizie sincere che sconfiggono il tempo e le distanze.

Conosco Luciano Mirone da diversi anni e ne ho sempre apprezzato e condiviso l'amore per un borgo che ha incrociato per caso nei primi anni della sua vita, ma, come spesso accade, ha comunque lasciato dentro il suo cuore, la sua anima, segni ben più profondi e duraturi. 
Oggi Luciano torna a parlare della sua Mistretta, lanciando alle istituzioni e alle energie positive del centro nebroideo, ma anche del territorio, una proposta coraggiosa e, per certi aspetti, dirompente: pensare Mistretta come Patrimonio dell'Umanità.
Non mi meraviglia affatto, anzi ne comprendo abbastanza bene le ragioni, che una proposta così importante, impegnativa e ricca di prospettive arrivi da chi, come lui, mistrettese non è, ma proprio per questa ragione è capace di osservare e di osservarci con sguardo lucido e distaccato, "scevro da interessi di parte" - ed aggiunge - "ma animato da criteri oggettivi".
Luciano, nella sua breve ma chiara esposizione, individua alcuni dei criteri posseduti da Mistretta e che potrebbero essere utilli ad accogliere il centro nebroideo nella prestigiosa lista dei Patrimoni dell'umanita: “Essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa”. E ancora: “Costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico o di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana”, corrispondenti al 3° e 4° punto dei "Criteri culturali".
Ho ragione di ritenere che gli apprezzamenti di cui gode la nostra città siano condivisi da moltissime altre persone che, come Luciano, non vivono stabilmente a Mistretta e tuttavia ne colgono la magia che è capace di restituire quale borgo millenario che trasuda storia in ogni suo vicolo, dietro ogni pietra, sopra ogni tegola, attraverso la narrazione secolare delle sue tradizioni, della sua cultura, della sua identità.

Adesso, lanciato il progetto e lasciato decantare l'entusiasmo (e le perplessità) della prima ora, giunge il momento della riflessione e dell'approfondimento al fine di rispondere alla sollecitazione e comprendere se accogliere l'avvincente sfida o, piuttosto, declinare comodamente l'invito.

Io penso che, tra le righe della proposta di Luciano, vi sia il desiderio, che è anche la necessità, di dare uno scossone a Mistretta e al suo territorio, di farla uscire da una fase di stallo alla quale pare rassegnata, condizione che tanti di noi colgono, ma che altrettanti, supinamente, accettano.
Che si apra, quindi, un tavolo di discussione serio, articolato e motivato, a cui invitare le giuste competenze del mondo politico, istituzionale, accademico, culturale, associativo, imprenditoriale, religioso e turistico, con lo scopo di vagliare accuratamente la sostenibilità della proposta di Luciano.
Il GMT™ Halaesa-Nebrodi e l'ecosistema tutto di Territori e italianità, la cui missione è lo sviluppo turistico ed economico delle aree interne, non rimangono indifferenti all'appello di Luciano e sin d'ora manifestano il proprio entusiasmo e la propria disponibilità a dare un contributo allo stimolante progetto oggetto dell'articolo, consapevoli della complessità del percorso che, nelle sue indubbie difficoltà, appare comunque percorribile.

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Riccardo Zingone 14/06/2026

Agri Med Europe, i Nebrodi accolgono il Mediterraneo



Lo spirito di Agri Med Europe 2026 e il valore dell'accoglienza

Una magnifica festa di popolo che accoglie, nel miglior modo possibile, il proprio Ospite. Questo in fondo è stato Agri Med Europe 2026: un enorme abbraccio corale nel quale un intero territorio ha voluto mostrarsi al mondo raccontando il meglio di sé. L'accoglienza della delegazione internazionale ha portato con sé diversi valori e significati che sconfinano dallo scontato momento di garbo istituzionale. Infatti, si è rafforzato il principio che il Mediterraneo deve essere interpretato come luogo di incontro e non di scontro, che i limiti territoriali devono essere superati dalla coesione tra i popoli e che la parola ospite, termine che nell'antichità raccoglieva contemporaneamente i concetti di "chi accoglie" e quello di "chi viene accolto", sanciva che il principio dell'accoglienza era un aspect inderogabile della dignità umana. Concetti duri da digerire in tempi nei quali si parla incessantemente di barriere, difese dei confini, distinzioni "razziali" ed etniche. Grazie all'attività politica della Commissione politica D-MED nell'ambito del rafforzamento del dialogo tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e all'ospitalità offerta da un piccolo lembo del magnifico comprensorio dei monti Nebrodi, si è offerto un eccezionale esempio di accoglienza, di confronto tra popoli e di amicizia reciproca.

Il Convegno: "Cosa serve dall'Europa per sostenere i produttori agricoli"

Agri Med Europe è stato dunque pensato e realizzato per dare visibilità ai Nebrodi attraverso i propri valori culturali e tradizionali e, in questo solco, si incanala perfettamente anche il comparto agroalimentare e ceramicolo in quanto espressione genuina dell'identità territoriale. Gli stand degli espositori (diciannove legati all'agroalimentare nebroideo e sei alle ceramiche stefanesi), accuratamente posizionati lungo le suggestive traverse che costeggiano la lunga via Vittorio Veneto di Santo Stefano di Camastra, si palesavano ai visitatori solo al loro passaggio e non era possibile dunque notarli a distanza. Anche questa immagine che, forse inconsapevolmente, gli organizzatori hanno offerto al pubblico è in qualche modo metafora del duro lavoro, silenzioso e talvolta poco visibile, che sta alle spalle di aziende che con fatica giornaliera mandano avanti la propria attività tra restrizioni, burocrazia e normative spesso poco comprensibili.

Il confronto istituzionale con l'on. Antoci e il marketing territoriale

Questi i temi emersi dal confronto tra produttori ed Europa nel corso dell'incontro avvenuto tra gli espositori presenti ad Agri Med Europe e l'on. Antoci ai piedi della Chiesa Matrice della città delle ceramiche. I numerosi interventi che si sono susseguiti hanno rafforzato l'esigenza che solo attraverso la collaborazione reciproca tra operatori e istituzioni, basata e supportata da un accurato piano di marketing territoriale, è possibile dare risposte concrete ai vari comparti che rappresentano l'ossatura sociale ed economica del territorio. Stimoli e sollecitazioni prontamente accolti dall'europarlamentare che, sostenitore e attuatore della "politica del fare", si è reso disponibile ad ascoltare con attenzione i produttori lavorando insieme ad un progetto di organizzazione complessiva del territorio che tenga conto delle esigenze, delle criticità ma anche delle enormi potenzialità che, talvolta, faticano ad esprimersi perché bisognose di supporti legati a piani di marketing al passo con i tempi.

Altrettanto interessante e densa di significati è stata la presenza dell'I.I.S. "A. Manzoni" di Mistretta attraverso la presenza dell'Istituto Alberghiero con sede a Santo Stefano di Camastra. La sinergia scaturita tra questa Istituzione e gli Operatori di Slow Food Nebrodi, materializzatasi con la presentazione di alcuni piatti rappresentativi del territorio, ha ulteriormente rafforzato il concetto che le tradizioni agroalimentari non vanno solamente custodite ma soprattutto tramandate da generazione in generazione, riconoscendo al cibo una forte valenza espressiva e identitaria.


L'inaugurazione ufficiale e le tradizioni popolari in festa

La forte carica emozionale che è seguita al taglio del nastro inaugurale per mano del presidente dell'Assemblea parlamentare dell'Unione, l'egiziano Mohamed M. Abou El Enein, e del Presidente della Commissione politica D-MED on. Giuseppe Antoci, è stata palpabile per tutta la durata dell'evento ed ha accompagnato la delegazione e il pubblico presente per tutta la durata della manifestazione, chiusasi in tarda serata. Un'emozione che si è trasformata rapidamente in stupore già dalle prime note musicali che hanno accompagnato lungo la città stefanese i suggestivi balli dei Giganti di Mistretta, iconici simboli identitari della città nebroidea a cui sono seguite le festose esibizioni del Gruppo folk Amastra, dell'Associazione musicale Santa Cecilia di Santo Stefano di Camastra, delle Cheerleaders dell'I.C. Tusa-Mistretta e del folto e colorato gruppo dei Giudei di San Fratello. Stupore, dicevamo, immediatamente evidenziato dal gran numero di telefonini protesi verso l'alto nel desiderio di raccogliere immagini uniche da mostrare al ritorno ai propri Paesi d'origine o da condividere immediatamente con dirette social offrendo, così, un'opportunità promozionale per il territorio eccezionale e ricca di significato.

Il messaggio finale: la centralità strategica dei Nebrodi e della Sicilia

Da queste sensazioni e suggestioni e dalle prospettive di sviluppo economico del territorio che ne scaturiscono, Agri Med Europe lancia dunque un forte messaggio: l'area nebroidea, forte della sua biodiversità e autenticità, può e deve svolgere un ruolo strategico nello sviluppo economico e sociale del territorio grazie alla riconosciuta e rafforzata centralità della Sicilia nell'ambito delle rotte commerciali ed economiche del Mediterraneo.

Quesi gli espositori presenti: Terre audaci, Gelateria artigianale Giovanni Alferi, Acquafico Garden, Dei Casabona, Il vecchio carro, Il Melograno, Il Cavaliere, La dispensa del massaro, Caseificio Albereto, Dolci tentazioni, Condotta Slow Food Nebrodi, A.Fioriglio, 24 Baroni, Li paternosci, Casaleni Natural Bio, Villa Colonna, Ceramiche Serravale, Nadal, Le Malagioie, Le terrecotte del sole, Nino Ferrigno, Zolea Art & Design.

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    Halaesa Nebrodi 29/09/2025

    L'azienda Il Melograno eccellenza tra i Mieli Millefiori di Sicilia

    L’importante riconoscimento è arrivato in occasione del Concorso Millefiori Siciliani, tenutosi a Sortino (SR) il 26 settembre 2025 e organizzato dall’ A.R.A.S. – Associazione Regionale Apicoltori Siciliani.
    La commissione esaminatrice ha valutato 86 campioni provenienti da tutta la Sicilia, frutto del lavoro appassionato di numerosi apicoltori che hanno presentato le eccellenze della loro produzione, sottoponendole a una rigorosa selezione.

    Al termine delle prove di assaggio sono stati selezionati 35 mieli, di cui 14 hanno ricevuto la menzione di "eccellente" e 21 quella di "ottimo".

    Le notizie riguardanti il nostro territorio, rappresentato dall’Azienda Agricola Il Melograno di Elisa Cerrito, sono state particolarmente lusinghiere: l’azienda si è aggiudicata il primo e il quarto premio nella categoria Mieli Millefiori Siciliani Primaverili.

    Un grande motivo di orgoglio, non solo personale per Elisa Cerrito e Riccardo Presti che da anni portano avanti un percorso virtuoso basato sul rispetto delle tradizioni locali e su una produzione d’eccellenza derivante dalla grande varietà di piante che coltivano, ma anche per la grande valenza sociale del progetto a cui da anni si dedicano attraverso i rapporti con la Fondazione Exodus di don Mazzi e i tanti incontri dedicati agli studenti nei quali raccontano, con grande entusiasmo, il "meraviglioso mondo delle api".

     “Una valutazione di pregio che non mette solo in luce la nostra dedizione come apicoltori ma che conferma, ancora una volta, il valore e la ricchezza dei luoghi in cui crescono e si nutrono le nostre preziose amiche api: il territorio di Motta d’Affermo e dintorni” – dichiara Elisa, dinamica Operatrice del GMT™ Halaesa Nebrodi – sottolineando ancora una volta come la biodiversità, il rispetto per la natura e l’autenticità del nostro territorio trovino una naturale espressione anche nella produzione del miele e dei suoi derivati.


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    Francesco Luccisano

    Bene, Riccardo. Credo che questa sia una concreta iniziativa per una razionale programmazione di un percorso turistico del territorio. Mi auguro che tu possa avere le necessarie collaborazioni delle Istituzioni pubbliche e private per giungere alla meta proposta. Il territorio, ed in particolare Mistretta, che come tu sai quanto mi sta a cuore, lo meritano. In bocca al lupo. 01/08/2026
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