Federico Massimo Ceschin e L'Economia dei visitatori: un nuovo paradigma per le aree interne

Dai flussi turistici al valore che resta: Federico Massimo Ceschin spiega come misurare il contributo dei visitatori alle comunità e ai territori

Riccardo Zingone 23/10/2026 0

Economia dei Visitatori: oltre i numeri, verso un nuovo paradigma di sviluppo territoriale

Intervista a Federico Massimo Ceschin, autore di “Economia dei visitatori” – Volumi 1 e 2

Per anni abbiamo misurato il successo del turismo attraverso arrivi, presenze e crescita delle strutture ricettive. Ma questi indicatori sono davvero sufficienti a raccontare il valore che il turismo genera per i territori e, soprattutto, quanto di questo valore rimane nelle comunità ospitanti?

È da questa riflessione che prende avvio il nostro confronto con Federico Massimo Ceschin, autore dei due volumi di “Economia dei visitatori” (Movability, 2024 e 2026), impegnato nella promozione di nuovi modelli di sviluppo territoriale e presidente di SIMTUR – Ecosistema professionale turismo rigenerativo, associazione della quale faccio parte.

La sua proposta si inserisce nel più ampio percorso di trasformazione del turismo dalla sostenibilità alla rigenerazione. Se la prima punta a ridurre gli impatti negativi dell’attività turistica, la seconda ambisce a produrre benefici concreti per l’ambiente, le economie locali e le comunità residenti. Non soltanto consumare meno risorse, dunque, ma contribuire a ricostituirle e valorizzarle.

Un orientamento che trova spazio anche nelle politiche europee, attraverso l’Agenda europea per il turismo 2030. In Italia, il Piano Strategico del Turismo 2023–2027 recepisce diversi principi di sostenibilità e innovazione, ma rimane aperta la questione della loro concreta applicazione e, soprattutto, della misurazione dei benefici prodotti nei territori.

I due volumi di Ceschin, rivolti ad amministratori, operatori, professionisti dello sviluppo locale e comunità, offrono una chiave di lettura che supera la tradizionale centralità del turista per considerare l’insieme delle relazioni economiche, sociali e culturali generate dai visitatori.

Una prospettiva particolarmente interessante anche per il GMT™ Halaesa Nebrodi, che lega la sua azione al tema della Cultura dell'Ospitalità, nella visione di Andrea Succi, ideatore di Territori e Italianità, i cui valori sono più volte ripresi all’interno dell’opera di Ceschin.

Dalla lettura dei due volumi nascono le sette domande che abbiamo rivolto a Ceschin: un confronto sul significato dell’Economia dei Visitatori, sul ruolo delle comunità, sui limiti degli attuali sistemi di misurazione e sulle possibilità concrete di avviare un cambiamento di paradigma.

Riccardo Zingone – Coordinatore Turistico Territoriale CTT™ del GMT™ Halaesa Nebrodi

L’Economia dei visitatori: un cambio di paradigma

Il turismo si misura su ciò che entra: arrivi, presenze e fatturati. L’economia dei visitatori si misura su ciò che resta e si rigenera. Il valore è ciò che un territorio trattiene e fa fruttare nel tempo, mentre il flusso è soltanto una ricevuta. Un territorio può battere ogni record di presenze - con statistiche che registrano il dato come un successo - e intanto perdere residenti, negozi di vicinato e anche chi si prende cura di luoghi e persone.

Il cambio di paradigma ha tre passaggi. Si guarda a chiunque attraversi un luogo, anche a chi non pernotta. Si misura il valore trattenuto accanto ai flussi. Si dà a qualcuno il mandato di tenere vivo il territorio, che oggi nessun ente ha in modo esplicito: le DMO hanno un mandato promozionale, i Comuni amministrativo e le Regioni allocativo. Lo sguardo nuovo si rivolge ad amministratori, imprese e professionisti che progettano destinazioni, ma prima di tutti alle comunità, perché senza il loro riconoscimento nessuna strategia può davvero essere efficace.

Dal turista al visitatore: oltre le definizioni

Le istituzioni internazionali definiscono visitatore chi viaggia fuori dal proprio contesto abituale per meno di un anno e per qualsiasi motivo: turista se pernotta, escursionista se no. Noi proponiamo un passo in più: è visitatore chiunque aggiunga valore con la propria permanenza nei luoghi, o anche solo attraversandoli.

Ogni turista è un visitatore, ma non tutti i visitatori sono turisti: l’escursionista, il pendolare, il pellegrino, lo studente fuori sede, il lavoratore in trasferta, il nomade digitale, il proprietario di seconda casa, chi torna ai luoghi delle radici e il city user sono tutte persone che si comportano da consumatori, spendono, usano servizi ed erodono risorse senza che la contabilità classica del turismo nemmeno li veda.

La conseguenza pratica è che rifiuti, trasporti, sanità e parcheggi vengono dimensionati su una popolazione che nei dati esiste solo in parte. Turista e visitatore sono due modi di guardare la stessa persona. Il primo è un flusso da cui prelevare, il secondo è qualcuno che può restituire. Per vedere chi i dati non contano uso il metodo dell’impronta: la popolazione invisibile si inferisce dalle tracce che lascia, come ad esempio i rifiuti e le abitazioni non adibite alla residenzialità.

Il custode del territorio: la comunità protagonista

Il custode è chi mantiene il territorio come funzione economica: il contadino che tiene i terrazzamenti, il pastore che presidia i pascoli, il viticoltore, il pescatore che conosce le rotte. È il nodo strutturale della costellazione del valore ed è il meno remunerato. Le piattaforme guadagnano sul visitatore che viene a vedere quel paesaggio, il custode resta fuori dalla transazione. Il terrazzamento comincia a franare e i figli non trovano ragioni per tornare.

C’è un livello più profondo dell’economia. Il custode resta perché riconosce in ciò che mantiene qualcosa della propria storia: è un membro di una comunità di eredità, nel senso della Convenzione di Faro. Un sistema che lo paga senza riconoscerlo ottiene un prestatore di servizi.

Il ruolo del CTT, che tu ricopri con il GMT Halaesa Nebrodi, lo leggo in questa famiglia, con una funzione propria. La stewardship territoriale ha una triade: custodire, aver cura, connettere. Il custode custodisce. Chi coordina il territorio connette: rende i custodi visibili tra loro e alle istituzioni, e porta la loro remunerazione (pagamenti per i servizi ecosistemici, contratti di custodia) nei tavoli dove si decide. Una comunità diventa ospitale quando chi la tiene in piedi è riconosciuto e remunerato per farlo. Il visitatore arriva dopo.

Oltre i record: quanto vale realmente il turismo?

I record dicono quanto si muove, e dicono poco su quanto resta. Nel 2024 l’Istat registra 139,6 milioni di arrivi e 466,2 milioni di presenze nelle strutture ricettive, con gli ospiti esteri sopra la metà della domanda. Sono valori massimi storici, e l’Italia è seconda in Europa dopo la Spagna. Nel confronto mondiale il quadro cambia. Fino agli anni Ottanta eravamo primi per arrivi internazionali, oggi siamo in quinta posizione. Diventeremo presto la settima, se non l'ottava: cresciamo in valore assoluto ma continuiamo a perdere quote di mercato.

Il valore che rimane si misura con tre strumenti. Il leakage e il moltiplicatore locale dicono quanta spesa defluisce e quante volte il resto circola. Il coefficiente "K paese" misura il presidio dello Stato nei servizi essenziali. Il VERI legge cinque dimensioni: valore economico trattenuto, vitalità comunitaria, integrità ecologica, ricchezza culturale, capacità di futuro. Le legge nel tempo, confrontando il territorio con sé stesso.

Il limite, invece, si riconosce con la capacità di carico a tre vettori: ecologico, infrastrutturale, sociale. Il totale è moltiplicato per "K paese", perché dove lo Stato è assente qualunque soglia collassa. L’Indice di Doxey segnala quando l’accoglienza si trasforma in irritazione dei residenti. Per questo motivo il limite è una soglia da leggere territorio per territorio, non come numero unico che vale per tutti.

VERA, VERI e VERS: dalla teoria alla sperimentazione

Sono tre gradini di una stessa scala, allerta, indice e strategia, più il Masterplan che li mette a terra.

VERA è operativa. Parte solo da dati nazionali aperti e completi per Comune: rifiuti urbani ISPRA, abitazioni del Censimento 2021, capacità ricettiva Istat. Non richiede nulla al Comune. Colloca ogni Comune in uno di quattro quadranti (turismo estrattivo, spopolamento, residenziale pieno, residenziale minore) e dichiara quando il risultato è instabile. È una bussola, senza classifiche, con indicatori che superano il test dell’assessore: dati che il Comune già possiede o che sono pubblici. Il limite aperto è la ritenuta per euro a scala comunale, che i soli dati pubblici non chiudono.

Per Halaesa Nebrodi partirei così:

  • VERA sui sette Comuni, letta come un luogo unico, senza graduatorie tra loro. Nei piccoli Comuni il movimento turistico comunale è spesso oscurato sotto soglia, ed è per questo che VERA usa l’impronta.
  • Restituzione ai sette sindaci insieme, in una cabina di regia. Un incontro uno per uno si leggerebbe come una classifica.
  • Fase zero, in cinque mosse: nominare il problema, mappare gli attori reali, verificare la massa critica relazionale, fissare i limiti non negoziabili, scegliere la forma più leggera.
  • Una camminata con i custodi reali, con tre domande. Cosa custodisci che nessun altro può custodire al posto tuo? Cosa succederebbe se tu non ti impegnassi più? Cosa vorresti che qualcuno riconoscesse del tuo ruolo, socialmente ed anche economicamente?

Dalla VERA si può procedere con il VERI - se un Comune lo chiede - per definire l'indice di consumo delle risorse, sul quale definire una VERS, ovvero una strategia di rigenerazione.

Come gestire e guidare il cambiamento verso il 2040?

Smettere di contare solo arrivi e presenze. Servono parametri e indicatori innovativi, capaci di misurare il valore trattenuto: è uno spazio ancora vuoto, quello che l’economia dei visitatori propone di riempire.

Il rischio per l’Italia è fissare per legge un nuovo mandato promozionale, in capo alle DMO, mentre il modello da cui è nato - nel Regno Unito - si ridefinisce pesantemente. Le azioni che avvierei oggi:

  • Scrivere le leggi sul mandato della DMO, prima che sul nome: strumenti e valutazione devono coincidere, altrimenti l’organizzazione ottimizza gli indicatori e perde di vista la strategia.
  • Prevedere livelli e criteri di accreditamento uniformi, per evitare venti modelli diversi.
  • Inserire in ogni sistema di accreditamento un indicatore di valore trattenuto accanto ai flussi.
  • Dare ai Comuni piccoli una task force intercomunale con funzione tecnica, di coordinamento e di interfaccia istituzionale.
  • Formare la figura professionale, il manager di destinazione, che oggi non esiste nei repertori formativi italiani, a nessun livello.

Economia dei Visitatori e Modello GMT™

Le affinità sono evidenti: l’identità territoriale come punto di partenza, la comunità che diventa ospitale attraverso un processo partecipativo, l’attenzione ai Comuni piccoli. Con Andrea Succi abbiamo lavorato insieme al libro «Il nuovo ruolo delle DMO».

Vedo una divisione dei compiti. Il GMT costruisce dall’interno la comunità ospitale. L’economia dei visitatori aggiunge tre cose: una lettura a freddo per sapere da dove si parte (VERA), una misura nel tempo per sapere se il processo rigenera (VERI), una cornice di governo per i Comuni che da soli non hanno personale (Patto di comunità, task force intercomunale).

Il raddoppio dei viaggiatori internazionali al 2040 non porterà nulla ai piccoli Comuni per inerzia. Le proiezioni indicano anche concentrazione: poche polarità urbane e costiere, e piattaforme che trattengono una quota crescente del margine. Chi arriverà al 2040 con un’identità solida e una governance condivisa potrà intercettare un flusso più distribuito e trattenerne il valore. Gli altri vedranno più visitatori in territori sempre meno abitati da chi li cura. Per questo vedo le due cose separate ma coordinate: il GMT come motore di identità e ospitalità, l’economia dei visitatori come misura e come regola per distribuire il valore in modo sistemico e trasversale ai diversi settori dell'economia locale.

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Riccardo Zingone 12/07/2025

Il Turismo nelle Aree Interne: un Valore a cui dare significato

Le Aree Interne, vero cuore pulsante dell’Italia

Quello delle cosiddette Aree Interne è un tema da alcuni decenni all'ordine del giorno della politica e, per riflesso, delle strategie economiche e sociali delle regioni. Da tempo individuate come il tallone d’Achille del tessuto nevralgico nazionale, le Aree Interne, distanti geograficamente dai grossi agglomerati urbani e periferiche in termini di accesso ai servizi essenziali quali la salute, l’istruzione e la mobilità, tuttavia, continuano ad ospitare una considerevole parte della popolazione italiana: secondo un recente studio IFEL del 2024 basato su dati ISTAT, in Italia sono presenti 7.896 Comuni, il 69,9% dei quali ha meno di 5 mila abitanti (5.521) e di questi Comuni quasi 4.000 ricadono nelle Aree Interne, essendo abitate da 13,4 milioni di persone, mentre, per ciò che riguarda la Sicilia, su una platea complessiva di 391 Comuni, ben 291 fanno parte delle 72 Aree Interne, accogliendo una popolazione di circa 2 milioni di persone. In base a questi dati, nelle Aree Interne italiane risiede il 22,7% della popolazione, ma tutto cambia se analizziamo le Isole e il Sud, le cui Aree Interne costituiscono rispettivamente il 72,4 e il 68,1% del territorio complessivo. Nella programmazione SNAI 2021-2027 le aree di progetto sono salite a 124, coinvolgendo 1904 Comuni e 4,6 milioni di abitanti.

Parliamo dell'Italia fatta da borghi ricchi di storia, cultura e tradizioni, popolati da persone dal sapere antico, eredi di una cultura materiale e immateriale straordinaria. Portatori di bellezze tutte da scoprire tra montagne e mari incontaminati, tra costruzioni in pietra locale e rossi tetti che li ricoprono, intersecati da antichi vicoli e piazzette nei quali sembra che il tempo si sia fermato, i borghi sono dei luoghi speciali concepiti per vivere in simbiosi con l'ambiente che li circonda. Ambiti straordinari che restituiscono un’identità genuina e nei quali ogni passo compiuto in avanti, puntualmente, ci riporta prepotentemente indietro nel tempo, in un loop virtuoso che sembra non avere mai fine. Allo stesso tempo, però, questi luoghi sono simbolo di fragilità: spesso marginali ed emarginati, lontani dai servizi essenziali e perciò sottoposti alla micidiale falce dello spopolamento e dell'impoverimento economico e sociale.

Fenomeno che non ha risparmiato l’area del lembo occidentale dei Nebrodi, composta dai Comuni di Mistretta, Santo Stefano di Camastra, Reitano, Castel di Lucio, Pettineo, Tusa e Motta d’Affermo, così come si evince dai dati raccolti nell’arco temporale che va dal 2002 al 2022 (ISTAT). I numeri, impietosi, ci dicono che quest’area ha fatto registrare, in termini di popolazione residente, un decremento medio del -17%, con picchi del -30%.

È notorio come le Aree Interne, proprio per le caratteristiche sopra descritte, da alcuni anni a questa parte hanno raccolto l’interesse di numerosissimi turisti sensibili a un turismo lento, immersivo ed esperienziale, creando così i presupposti per un processo rigenerativo dei borghi stessi, ma che, proprio per il contesto di fragilità in cui esso potrebbe svilupparsi, necessita di un’attenta e mirata governance e strutturazione organizzativa.

“La cultura dell’Ospitalità non coincide col turismo ma ne è il presupposto." (Andrea Succi)

In questa direzione si è sviluppato negli anni un innovativo modello organizzativo che ha già trovato applicazione in diverse regioni d’Italia e che, nel 2024, è sbarcato in Sicilia. Stiamo parlando del format GMT™ (Gruppo di Marketing Territoriale) e della nuova figura del CTT™ (Coordinatore Turistico Territoriale). Il progetto nasce dal lavoro decennale del dottor Andrea Succi, fondatore della community di Territori e Italianità, Destination Temporary Manager per la Cultura dell’Ospitalità ad approccio partecipativo, autore di numerosi articoli e pubblicazioni, Facilitatore di Marketing territoriale. Il progetto intende pensare, organizzare e strutturare l’offerta turistica delle Aree Interne attraverso un modello di Rigenerazione culturale delle Comunità partecipativo e condiviso. Cittadini, amministratori, operatori economici sono tutti parte integrante del progetto che intende formare innanzitutto delle Comunità Accoglienti per poi trasferire tutte le potenzialità e le sinergie raccolte in un modello di governance e strutturazione organizzativa credibile e sostenibile nel tempo. Per ottenere ciò, sono due le figure professionali chiave: il Destination Temporary Manager, a cui spetta il delicato compito di individuare il percorso da seguire attraverso un attento studio dei territori e delle persone che li abitano, e il Coordinatore Turistico Territoriale, che affianca il Destination Temporary Manager e ne prosegue il lavoro per dare sostenibilità al progetto stesso. 

Il GMT™ Halaesa Nebrodi e l’applicabilità del modello su scala regionale

Sulla base di questi presupposti, nel gennaio del 2024, è stato avviato in Sicilia il GMT™ Halaesa Nebrodi da me coordinato nella veste di CTT™  che comprende i Comuni di Santo Stefano di Camastra, Reitano, Mistretta, Tusa, Pettineo, Castel di Lucio e Motta d’Affermo.

Incastonata tra il lembo occidentale del Parco dei Nebrodi e quello orientale delle Madonie, l’area di Halaesa-Nebrodi rappresenta un unicum in termini di storia, arte, tradizioni, cultura, geo e biodiversità, in un’eccezionale simbiosi tra mare, colline e montagne. Indubbiamente, Halaesa Nebrodi è un’area che ha tutte le carte in regola per diventare autentica Destinazione Turistica e con questo obiettivo, grazie alla sinergia con oltre venti operatori economici, si sta approcciando ad avere un ruolo e un’identità nel turismo professionale in quanto portatrice e custode di un immenso sapere materiale ed immateriale sostenuto, a titolo esemplificativo, dalle Ceramiche di Santo Stefano di Camastra, dalla millenaria storia di Mistretta, dagli scavi archeologici di Halaesa Arconidea, dagli ulivi secolari di Pettineo, dalle tradizioni legate alla civiltà contadina, dai prodotti agro-alimentari, dal Parco museale di Fiumara d’arte. Ad aprile dello stesso anno è stato avviato il sito web www.halaesanebrodi.it che contiene numerose sezioni utili a descrivere il progetto stesso ma anche a raccontare il territorio e le persone che lo abitano. Il lavoro svolto in sinergia con gli operatori e il tour operator Aura Mundi è confluito, a marzo del 2025, nella pubblicazione di un primo Catalogo di prodotti turistici a cui seguirà la sua implementazione e la presenza in alcune delle più importanti fiere di settore tra cui la prossima BTE di Palermo.

La Rigenerazione culturale quale base da cui partire

I sette Comuni vengono quindi rappresentati nelle loro singolarità e specificità ma inseriti in un contesto più ampio e condiviso nel convincimento che dalla coesione e interazione tra Comuni si possano gettare le basi per una rigenerazione culturale, sociale ed economica delle singole realtà. Halaesa-Nebrodi, grazie alla incontaminata bellezza dei suoi caratteristici borghi e delle persone che li abitano, da tempo è assurta a meta turistica ma, nel nostro progetto, intendiamo proporre questo luogo speciale come autentica Destinazione turistica, coniando e rafforzando un brand che scaturisce, quasi naturalmente, dalla sinergia tra comunità diverse e che, proprio nella diversità, manifestano il proprio punto di forza e veicolano la loro grande attrattività. Secondo questo modello i campanili non vanno abbattuti ma rinforzati e piuttosto messi a fattore comune di un progetto più ampio e condiviso. Le comunità e gli amministratori sono dunque chiamati al dialogo, all’interazione, alla condivisione per tracciare un nuovo percorso rigenerativo che possa contrastare la deriva sociale ed economica cui tutti noi abbiamo il dovere di opporci, ciascuno con il proprio ruolo e le proprie competenze.

Il ruolo delle Istituzioni

Nell’ottica di elaborare un progetto condiviso, ai sette amministratori è stato chiesto di approvare un Piano d’Azione che possa gettare solide basi per una programmazione turistica territoriale attraverso un prezioso quanto indispensabile lavoro di studio, formazione, sensibilizzazione, consulenza e affiancamento ad operatori e pubblica amministrazione.
Il modello GMT™, per sua natura replicabile e scalabile, è stato esposto a Nicosia durante un interessante  workshop suscitando l’interesse  di amministratori, operatori economici, associazioni e GAL ISC Madonie e, in considerazione dell’applicabilità su scala regionale, anche presentato ai vertici Istituzionali della Regione Sicilia.

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Halaesa Nebrodi 16/01/2025

Avviata la partnership tra GMT™ Halaesa-Nebrodi e Authentic Sicily Realty

Il GMT™ Halaesa-Nebrodi ha stipulato un importante accordo di collaborazione con Authentic Sicily Realty, una giovane e dinamica realtà europea che si pone l'obiettivo di favorire la compravendita di immobili sul territorio siciliano, con un particolare interesse rivolto alle Aree interne. 
"Il team ha radici italiane e un’esperienza internazionale diversificata – dichiara il founder Daniele Passarello - che permette di unire tradizione e innovazione, con l'obiettivo di far emergere il fascino autentico della sicilianità. Siamo orgogliosi di guidare un’iniziativa di rigenerazione dei piccoli paesi in particolare delle aree interne meno conosciute. La partnership con il GMT™ Halaesa Nebrodi – prosegue Passarello - ci consentirà di richiamare da un lato l’interesse di investitori stranieri, inserendo gli immobili all’interno dei Piani d’Azione di marketing territoriale e di rigenerazione dell’Ospitalità per favorire i flussi turistici, dall’altro di incontrare il favore degli Amministratori locali alla ricerca di opportunità che generino impatto sulle diverse economie (ediliza, agricoltura, artigianato e servizi di accoglienza turistica). Questa missione rappresenta il cuore del nostro lavoro, sostenuta dalla convinzione che sia possibile contribuire in modo concreto e duraturo alla rigenerazione delle comunità locali”.

Molti ricorderanno che furono questi i temi al centro della tappa che Territori e Italianità organizzò a gennaio del 2024 a Mistretta, nell’ambito del “Grand Tour - La Cultura dell’Ospitalità nelle Aree interne” (patrocinato da Anci Nazionale e Simtur), presentando il Modello GMT™ che ha portato alla nascita, a distanza di soli tre mesi, del GMT™ Halaesa Nebrodi.

In quell’occasione spiegammo che fare Cultura dell’Ospitalità significa intervenire per migliorare la qualità della vita delle comunità locali, lavorando su due principali indicatori: la coesione (nel senso  di cucire legami di comunità), e il lavoro (intervenendo sulle competenze, coinvolgendo Amministratori, Operatori economici e la cittadinanza attiva, direttamente sul campo).

La partnership con Authentic Sicily Realty, potrà favorire lo sviluppo di nuove professionalità, come la figura del Property manager che si occuperà di gestire i servizi di accoglienza nelle strutture immobiliari, e di nuovi Coordinatori e Coordinatrici Turistico Territoriali™ per lavorare sulla qualità dei servizi turistici e degli operatori economici.

 Fare Cultura dell’Ospitalità significa investire energie e risorse in azioni di comunicazione interna alle (e fra) le comunità locali: fra i cittadini, fra Amministratori, gli uni con gli altri.

Agli Amministratori proponiamo una visione in cui i campanili non si annullano in un tutt’uno, ma solo sviluppando forme di cooperazione territoriale e intercomunale è possibile cambiare lo stato delle cose, con ciascun "campanile" che svetta, orgoglioso della propria identità. Così a settembre, a Castel di Lucio, abbiamo presentato il nostro Piano d’Azione di marketing territoriale e di rigenerazione culturale dell’Ospitalità, attualmente sul tavolo dei Sindaci pronto per essere approvato.

Uno dei concetti-chiave del nostro Modello GMT™ è che “oggi non si vendono posti letto ma quello che c’è intorno, ma è altresì vero che vendi quello che c’è intorno se ci sono posti letto (e di qualità!)”.

Pertanto accogliamo con grande piacere questa partnership perché rappresenta un’interessante opportunità per le tante e ottime professionalità che popolano il GMT™ Halaesa-Nebrodi. Ci occuperemo dell'accoglienza e della permanenza dei potenziali acquirenti, confezionando delle proposte di soggiorno specifiche, facendoli immergere nel nostro territorio,  accompagnandoli in un percorso conoscitivo e di consapevolezza, motivandoli a tornare, aprendo nuovi canali internazionali. Faremo vedere che il loro investimento è anche il nostro investimento, per un nuovo paradigma di comunità, secondo il nostro principio che le Persone sono e fanno la destinazione.

Sono stati questi i Valori che hanno spinto Daniele Passarello di Authentic Sicily Realty a vedere nel GMT Halaesa Nebrodi e nel suo CTT™ Riccardo Zingone una convergenza di intenti e una visione comuni: generare comunità inclusive ed accoglienti, nelle quali le persone che le abitano sono e rimangono l'elemento centrale.

Questo è fare Cultura dell’Ospitalità che non coincide con il turismo ma ne rappresenta il presupposto!

***English version***

Riferimenti:

 GMT™ Halaesa Nebrodi

 Authentic Sicily Realty

Territori e Italianità

 

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Riccardo Zingone 14/02/2025

Cronache dalla BIT di Milano 2025

Ho avuto il piacere di rappresentare il GMT™ Halaesa-Nebrodi alla Borsa internazionale del turismo, una delle più importanti manifestazioni legate al mondo del turismo che si è svolta a Milano-Rho dall'8 all'11 febbraio.
Con una platea di oltre mille espositori provenienti da tutto il mondo, la Bit si è accreditata progressivamente negli anni fino a diventare oggi un punto di riferimento per viaggiatori ed operatori, potendo essi usufruire di un vastissimo luogo dove scambiare informazioni, consolidare rapporti commerciali ed asplorare le tendenze che offrono i nuovi mercati turistici nazionali ed internazionali. Naturalmente la parte del leone l'ha fatta l'Italia rappresentata da ENIT e Ministero del Turismo che, insieme alle Regioni quasi tutte presenti, ha potuto mostrare il meglio di sè in termini di destinazioni ed eccellenze messe in vetrina dal Bel Paese.
A raccontare l'offerta turistica nazionale non poteva mancare certo la nostra bella Sicilia presente sia con operatori privati che con un importante stand organizzato dal Dipartimento Turismo della Regione Sicilia, impreziosito da una scenografica arena con grandi ledwall e superfici a specchio che ha accolto momenti istituzionali, talk e permormance artistiche.
Il nostro territorio era ben rappresentato dal Comune di Santo Stefano di Camastra in quanto parte delle Strade delle Ceramiche siciliane, un interessante percorso multitappa che tocca le principali città legate alla lavorazione delle terracotte. Altrettanto interessante è stato l'intervendo affidato al giornalista del Corriere della Sera Alessio Ribaudo, di Santo Stefano di Camastra, che nel raccontare la storia della ceramica stefanese ha sottolineato quanto siano forti e antichi il legami che hanno tenuto uniti, nei secoli,  i paesi del comprensorio, con particolare riferimento a Mistretta e Santo Stefano di Camastra. Un avvincente racconto dal quale partire per interpretare correttamente anche i tempi in cui viviamo.

In questo eccezionale quadro di promozione turistica ha fatto la sua comparsa anche il GMT™ Halaesa-Nebrodi che, pur non disponendo di alcuno spazio espositivo, si è mosso tra accreditati tour operator nazionali per raccontare loro del nostro progetto, della nostra visione e dei nostri operatori. In una parola abbiamo sottoposto loro una prima bozza-se pur in stato piuttosto avanzato-del nostro Catalogo di prodotti turistici raccogliendo da parte di tutti loro grande interesse. Insieme ad Andrea Succi e Katia Mastroeni nella qualità di Direttore tecnico di Aura Mundi abbiamo raccontato, col giusto mix di entusiasmo e professionalità, come un intero territorio ben organizzato e coordinato possa proporsi come autentica Destinazione turistica attraverso delle proposte di soggiorno strettamente legate all'autenticità dei luoghi, delle persone e e degli operatori coinvolti. Cogliere le tendenze verso le quali si muove il mercato turistico non può prescindere da un'attenta conoscenza della fabbrica del turismo, dei suoi meccanismi, delle figure chiave e delle metodologie da applicare ed in questo percorso la presenza di Katia è stata davvero preziosa: con lei e grazie a lei abbiamo avviato con diversi tour operator  interessanti interlocuzioni che avranno un seguito nelle prossime settimane dedicate ad approfondire i contatti stabiliti e alla divulgazione del nostro Catalogo per favorire la presenza, in un futuro davvero vicino, dei primi visitatori di Halaesa-Nebrodi. 

Il nostro progetto nasce e si sviluppa nell'Area interna Nebrodi, un territorio che accoglie paesi ricchi di storia, cultura e tradizioni, popolati da persone dal sapere antico, eredi di una cultura materiale e immateriale straordinari, tristemente falcidiati dallo spopolamento e dalla depressione sociale ed economica, ma che possono trovare un elemento di riscatto nella promozione turistica che, però, va interpretata come momento di aggregazione tra Comuni e tra comunità, attraverso una proposta condivisa, partecipata, ben strutturata e organizzata.
Percorso non semplice, lungo ma necessario, che richiede operatori, cittadini e amministratori illuminati.

Riccardo Zingone CTT™ del GMT™Halaesa-Nebrodi

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