Mistretta capitale della Memoria Popolare: il Folklore diventa Patrimonio Nazionale
Il prestigioso titolo di "Città del Folklore 2025" attribuito dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari e ratificato dal Consiglio comunale
Halaesa Nebrodi 18/10/2025 0
Mistretta ha ottenuto il prestigioso titolo nazionale di “Città del Folklore 2025”, un riconoscimento attribuito dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari (FITP), che sottolinea il valore universale del suo patrimonio demo-etno-antropologico, tramandato con passione attraverso secoli di tradizioni popolari e religiose. Quest’onorificenza, decisa dalla FITP con voto unanime, nasce da una proposta della Giunta Comunale e si collega direttamente agli sforzi dell’Amministrazione e delle associazioni locali nella salvaguardia, valorizzazione e trasmissione del patrimonio etnografico alle nuove generazioni.

Motivazioni e valore del riconoscimento
Nella motivazione ufficiale, la FITP evidenzia come Mistretta, già nota per aver dato i natali all’antropologo Giuseppe Cocchiara, si distingue per la capacità di custodire e tramandare riti che trovano massima espressione nella Settimana Santa, nella Festa di San Sebastiano, nella Danza dei Giganti e nelle tante ricostruzioni devozionali che fondono sacro e profano in un linguaggio civile di identità e appartenenza. Ruolo fondamentale in questa trasmissione di valori è svolto dal Centro Studi Amastra, protagonista nella ricerca e diffusione delle tradizioni locali. Il riconoscimento è anche un omaggio alla coralità e passione con cui la comunità mistrettese custodisce memoria, coesione e identità, rendendo vivo il patrimonio folklorico nazionale.
La cerimonia e la serata del Folklore
Il riconoscimento è stato celebrato nel corso di una cerimonia ufficiale al Cine Teatro “Falcone e Borsellino”, gremito di pubblico. Durante la serata si è tenuto anche un Consiglio comunale straordinario che ha ratificato formalmente il conferimento del titolo.
Dopo la seduta, il teatro si è trasformato in un palcoscenico di musica, colori e tradizioni: hanno preso parte gli studenti di Mistretta e Tusa, il gruppo di canto popolare Le Matriosche di Palermo, il cantastorie Luigi Pino di Catania e il Centro Studi Amastra, da sempre protagonista nella promozione culturale locale. (fonte Quadrochiaro.it)
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Riccardo Zingone 19/08/2024
Mistretta patrimonio dell'umanità, lo scossone di Luciano Mirone
In queste calde, caldissime giornate a cavallo di Ferragosto, arriva da Luciano Mirone, noto giornalista e scrittore di Belpasso, un articolo ricco di contenuti e destinato a suscitare interesse e dibattito all'interno della comunità amastratina, ma non solo: proporre la città di Mistretta come Patrimonio dell'umanità e quindi avviare l'iter per il suo inserimento nella World Heritage List della Convenzione sul patrimonio dell'umanità, adottata dalla Conferenza generale dell'UNESCO nel 1972.
Prima di addentrarmi nel contenuto dell'articolo voglio ricordare, a chi non lo sapesse, che Luciano Mirone è il Direttore del quotidiano online L'informazione.eu, è autore di numerosi libri e saggi, tra cui l'ultimo libro-inchiesta dedicato alla misteriosa morte del commediografo catanese Nino Martoglio. Nella sua lunga attività di giornalista, ha scritto per l'edizione trapanese del Giornale di Sicilia e si è formato professionalmente collaborando con Giuseppe Fava ne I Siciliani, instaurando anche rapporti lavorativi con il Venerdì di Repubblica, Oggi e La Repubblica.
Nel 2000 fonda il periodico L'Informazione che, nella sua versione online, diventa un quotidiano con l'obiettivo puntato sui fatti di cronaca, politici e di costume siciliani e nazionali.
Portano la sua firma diversi libri e approfondimenti legati a fatti di mafia, tra i quali citiamo Un 'suicidio' di mafia. La strana morte di Attilio Manca, a testimonianza dell'acuto spirito investigativo e del taglio da giornalista d'inchiesta puro, caratteristiche che hanno spesso connotato i suoi scritti. Mirone, dunque, è uno scrittore a tutto tondo i cui interessi spaziano dalla saggistica, all'attualità, alla politica e, come si diceva in apertura, anche alle vicende legate a fatti inerenti la sua terra: la Sicilia.
Mirone ama spesso citare Mistretta definendola una città che porta dentro il cuore, tant'è che due dei suoi ultimi libri, Il set delle meraviglie e Il caso Martoglio, sono stati presentati, su desiderio dell'autore, anche nella cittadina nebroidea, luogo dove il padre ha lavorato come Carabiniere e nella quale Luciano ha vissuto la sua infanzia, intessendo con essa un profondo e duraturo legame emozionale. Un po' come quelle amicizie sincere che sconfiggono il tempo e le distanze.
Conosco Luciano Mirone da diversi anni e ne ho sempre apprezzato e condiviso l'amore per un borgo che ha incrociato per caso nei primi anni della sua vita, ma, come spesso accade, ha comunque lasciato dentro il suo cuore, la sua anima, segni ben più profondi e duraturi.
Oggi Luciano torna a parlare della sua Mistretta, lanciando alle istituzioni e alle energie positive del centro nebroideo, ma anche del territorio, una proposta coraggiosa e, per certi aspetti, dirompente: pensare Mistretta come Patrimonio dell'Umanità.
Non mi meraviglia affatto, anzi ne comprendo abbastanza bene le ragioni, che una proposta così importante, impegnativa e ricca di prospettive arrivi da chi, come lui, mistrettese non è, ma proprio per questa ragione è capace di osservare e di osservarci con sguardo lucido e distaccato, "scevro da interessi di parte" - ed aggiunge - "ma animato da criteri oggettivi".
Luciano, nella sua breve ma chiara esposizione, individua alcuni dei criteri posseduti da Mistretta e che potrebbero essere utilli ad accogliere il centro nebroideo nella prestigiosa lista dei Patrimoni dell'umanita: “Essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa”. E ancora: “Costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico o di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana”, corrispondenti al 3° e 4° punto dei "Criteri culturali".
Ho ragione di ritenere che gli apprezzamenti di cui gode la nostra città siano condivisi da moltissime altre persone che, come Luciano, non vivono stabilmente a Mistretta e tuttavia ne colgono la magia che è capace di restituire quale borgo millenario che trasuda storia in ogni suo vicolo, dietro ogni pietra, sopra ogni tegola, attraverso la narrazione secolare delle sue tradizioni, della sua cultura, della sua identità.
Adesso, lanciato il progetto e lasciato decantare l'entusiasmo (e le perplessità) della prima ora, giunge il momento della riflessione e dell'approfondimento al fine di rispondere alla sollecitazione e comprendere se accogliere l'avvincente sfida o, piuttosto, declinare comodamente l'invito.
Io penso che, tra le righe della proposta di Luciano, vi sia il desiderio, che è anche la necessità, di dare uno scossone a Mistretta e al suo territorio, di farla uscire da una fase di stallo alla quale pare rassegnata, condizione che tanti di noi colgono, ma che altrettanti, supinamente, accettano.
Che si apra, quindi, un tavolo di discussione serio, articolato e motivato, a cui invitare le giuste competenze del mondo politico, istituzionale, accademico, culturale, associativo, imprenditoriale, religioso e turistico, con lo scopo di vagliare accuratamente la sostenibilità della proposta di Luciano.
Il GMT™ Halaesa-Nebrodi e l'ecosistema tutto di Territori e italianità, la cui missione è lo sviluppo turistico ed economico delle aree interne, non rimangono indifferenti all'appello di Luciano e sin d'ora manifestano il proprio entusiasmo e la propria disponibilità a dare un contributo allo stimolante progetto oggetto dell'articolo, consapevoli della complessità del percorso che, nelle sue indubbie difficoltà, appare comunque percorribile.
Riccardo Zingone 30/07/2026
I dati ISTAT relativi al periodo 2020-2025 confermano una forte crescita dell’offerta ricettiva turistica di Halaesa Nebrodi. Ma occorre fare di più.
Il territorio di Halaesa Nebrodi è cresciuto. Adesso deve diventare una Destinazione.
Ci sono numeri che descrivono una realtà. E poi ci sono numeri che invitano a cambiare prospettiva. Quelli relativi alla crescita della ricettività del comprensorio del GMT Halaesa Nebrodi appartengono a questa seconda categoria. Nel giro di appena cinque anni siamo passati da 34 a 207 strutture ricettive e da 638 a 1.575 posti letto. Stiamo descrivendo una crescita legata sostanzialmente all'extralberghiero e non sono semplici statistiche: sono la testimonianza di centinaia di persone che hanno deciso di investire qui, ristrutturando immobili, aprendo B&B, case vacanza e affittacamere. Hanno investito perché hanno creduto nelle potenzialità del territorio. Ed è forse proprio questa la notizia più importante.
Dietro i numeri c'è la fiducia
Sarebbe stato utile incrociare questi dati con arrivi e presenze Comune per Comune lungo tutto il quinquennio. Purtroppo non disponiamo ancora di una serie storica completa. Eppure è difficile immaginare che oltre 170 nuove strutture siano nate senza una domanda crescente. Chi investe non lo fa per caso. Evidentemente il nostro territorio ha iniziato ad attrarre un numero sempre maggiore di viaggiatori.
Nel confronto nato dopo la pubblicazione dei dati su Facebook , il sindaco di Tusa Angelo Tudisca ha ricordato come questa crescita sia stata favorita anche dal lavoro delle amministrazioni: valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico, qualità dei servizi, programmazione, turismo accessibile, rigenerazione urbana e attenzione alla destagionalizzazione. È una riflessione che condivido. L'iniziativa privata trova terreno fertile quando incontra amministrazioni capaci di creare condizioni favorevoli allo sviluppo.
La seconda fase inizia adesso
Il punto, però, oggi è un altro. Il vero interrogativo non è come siamo arrivati fin qui, ma come fare in modo che questa crescita non resti un episodio irripetibile. Finora lo sviluppo è stato in larga parte spontaneo, pur sostenuto dalle azioni dei singoli Comuni. Da adesso in avanti la sfida cambia: non basta più aumentare i posti letto, bisogna riuscire a tenerli occupati durante tutto l'anno.
Quando nasce una destinazione
È qui che si comprende la differenza tra una meta e una destinazione turistica. Il turista può scegliere di visitare un borgo specifico. Ma quando è un intero territorio ad affascinarlo attraverso la propria storia, il paesaggio, le tradizioni, il patrimonio culturale e le esperienze che è capace di offrire, allora il singolo paese non rappresenta più il fine del viaggio: diventa una tappa di un racconto più ampio. È in quel momento che nasce una destinazione.
Per questo serve una regia condivisa: una narrazione comune, un calendario coordinato, itinerari intercomunali, prodotti turistici prenotabili, formazione, raccolta dei dati e strumenti comuni di promozione e commercializzazione. Lo sviluppo, infatti, non va soltanto favorito: va governato.
Le differenze possono diventare una forza
La diversa crescita registrata tra i Comuni non va letta come uno squilibrio, ma come un'opportunità. Tusa, Santo Stefano di Camastra, Reitano, Mistretta, Motta d'Affermo, Pettineo e Castel di Lucio possiedono identità differenti e complementari. Le destinazioni più competitive non uniformano i territori: li mettono in relazione. Mare, archeologia, ceramica, borghi, boschi, gastronomia e tradizioni, se collegati tra loro, diventano un unico prodotto turistico.
La vera sfida è adesso
I dati del quinquennio 2020-2025 dimostrano che il territorio possiede un potenziale reale. Adesso occorre compiere un salto di qualità: trasformare una crescita spontanea in uno sviluppo organizzato, misurabile e condiviso.
Se siamo riusciti a ottenere questi risultati lavorando prevalentemente come singoli Comuni, viene naturale chiedersi quali traguardi potremmo raggiungere iniziando finalmente a ragionare come un'unica destinazione. È una domanda che riguarda amministratori, operatori economici e comunità locali. Ma, soprattutto, è una domanda alla quale non possiamo più permetterci di non dare una risposta.
Uno sguardo dalla Sardegna
Giovanni Antonio Sanna, mio collega Coordinatore Turistico Territoriale di Territori e Italianità, impegnato nella costruzione di reti territoriali in Sardegna, attraverso il GMT Sardinia HUB, legge questi dati con una chiave di interpretazione che va oltre i numeri:
«La crescita quantitativa dell'offerta non garantisce automaticamente la crescita del valore generato per le comunità. Senza una visione condivisa si rischia di restare semplici fornitori di servizi. Un territorio competitivo nasce quando amministrazioni, operatori e comunità imparano a lavorare come un unico sistema, trasformando tante iniziative individuali in un'unica esperienza territoriale.»
Una riflessione che trova piena applicazione anche nel comprensorio Halaesa Nebrodi, dove la prossima sfida non sembra essere tanto quella di aumentare ulteriormente il numero delle strutture ricettive, quanto quella di costruire una vera destinazione turistica capace di generare valore, occupazione e presenze durante tutto l'anno.
halaesanebrodi 08/07/2024
Tusa-Summer school archeologica -15-16 luglio
Torna la “Summer school archeologica”: un occasione per i ragazzi di imparare divertendosi!
15 e 16 Luglio dalle 8.30 alle 11.30 presso il sito archeologico di Halaesa.
I partecipanti saranno guidati e accompagnati dai professori delle Università di Messina, Oxford e Amiens.
Le iscrizioni dovranno pervenire all’ufficio Servizi Sociali del Comune di Tusa entro e non oltre Venerdì 12 Luglio
