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halaesanebrodi 15/10/2024 0

Castel di Lucio-I Cosi duci-19 ottobre

Castel di Lucio, comune dei Borghi autentici d'Italia, propone una serata all'insegna delle specialità dolciarie, ma non solo. Infatti la manifestazione, che inizierà alle 19.00, consentirà ai visitatori di godere delle prelibatezze dolciarie locali in un mix speciale arricchito da esposizioni artigianali, musica e cabaret. Il tema della promozione dei prodotti locali legati alla tradizione è molto sentito nella comunità locale infatti in estate, tra gli eventi immancabili proposti dal comune nebroideo, spicca La sagra du cascavaddu, tradizionalmente organizzata il 17 agosto, che quest'anno è giunta alla XXXII edizione.
Alle 21.00 si esibirà Giuseppe Castiglia, conosciutissimo barzellettiere e cabarettista catanese che non mancherà di strappare tantissime risate tra il pubblico.

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halaesanebrodi 07/10/2024 0

Mistretta-IX Sagra ru cuddurune-20 ottobre

Tutto pronto, a Mistretta, per dare il via ad un evento tradizionale proposto dall'Associazione turistica Pro loco Mistretta aps: la Sagra ru cuddurune. 
L'iniziativa, proposta per il nono anno,  si prefigge lo scopo di proporre alla degustazione uno dei cibi derivati dalla tradizione popolare che, nella sua semplicità e genuinità, arricchisce da sempre le tavole di tantissimi siciliani: le frittelle di pasta di pane condite con sale o con zucchero. La X edizione della sagra, in un accattivante intreccio tra gusto, tradizione e convivialità, ha ricevuto per il secondo anno consecutivo l'attenzione dell'Assessorato delle attività produttive evidenziando, così, il valore intrinseco che custodisce e trasmette questa manifestazione. 
L'evento, quest'anno, sarà arricchito dalla presenza del Gruppo folk Amastra che aprirà la serata in compagnia di Magic Salta, trampolieri e spettacolo con bolle di sapone e magia.

La degustazione prenderà il via alle 19.30 e la manifestazione sarà accompagnata da ottima musica grazie alla performance de Gli Assi, noto gruppo musicale di Nicosia in grado di coinvolgere tutti quanti con la loro energia e con il  loro grande e variegato repertorio.

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Halaesa Nebrodi 03/10/2024 0

Gente di Halaesa-Nebrodi: Francesco Saverio Modica

 Francesco Saverio Modica, Francesco per tutti, è un giovane archeologo mistrettese ed è figlio di Vincenzo, già maratoneta pluripremiato di rilievo internazionale.
Francesco, però, la sua personale maratona ha scelto di correrla tra uno scavo archeologico e l'altro, ad un ritmo tutto speciale che si alterna tra la frenesia nel portare alla luce un rinvenimento di eccezionale importanza e la meticolosa lentezza propria del delicato lavoro che ha scelto di svolgere.

Incontro Francesco in uno dei momenti più emozionanti della sua breve ma già intensa esperienza di archeologo, ritrovandoci a Tusa, nel sito di Halaesa arconidea, in uno dei pochi momenti di pausa dello scavo che Francesco ha seguito con particolare passione, ancora elettrizzato per un'eccezionale scoperta di cui parleremo più avanti.

Francesco, in questi ultimi mesi è stato davvero difficile riuscire a parlarti con tranquillità: il lavoro di archeologo ti impegna molto e mi piacerebbe conoscere meglio perché hai scelto questa professione e i risultati che, fin qui, hai ottenuto. 

La mia passione per l'archeologia parte da molto lontano, quando avevo quattro anni visitai questo luogo con mia mamma e da allora non lo dimenticai più. Gli anni liceali vissuti a Mistretta hanno ulteriormente alimentato questa mia passione infatti, dopo gli studi, molti dei miei pomeriggi li passavo visitando le campagne che circondavano l'abitato ricco di antichi sentieri che conducevano a luoghi speciali. Spesso mi imbattevo in cocci, strutture affioranti, chiese dirute e ciò non faceva altro che alimentare la mia fantasia che, piano piano è diventata passione e voglia di approfondire. Ho conseguito la laurea magistrale in Archeologia tre anni fa e adesso sto completando il dottorato di ricerca presso l'Università di Palermo. Nel mio percorso universitario ho continuato ad esplorare il territorio, stavolta siciliano, individuando terreni e aree che, potenzialmente avrebbero potuto ospitare dei siti archeologici. La mia tesi magistrale, che riprende un lavoro di circa ventanni fa del professore Burgio, mi ha consentito di aggiornare la mappatura delle aree di interesse archeologico nel territorio della valle dell'Aleso che da 155 sono passate a 245. 

Non è un caso se ci stiamo ritrovando ad Halaesa arconidea, sito archeologico poco lontano dalla tua Mistretta. Questo per te è un luogo speciale e vorrei sapere cosa ti lega a questo territorio: sei in evidente controtendenza rispetto ai tantissimi tuoi coetanei che lasciano la Sicilia per lavorare altrove.

Fortunatamente il mio lavoro mi consente di vivere nel mio territorio e Halaesa la frequento oramai da dieci anni. Pensa che io abito a 500 metri in linea d'aria da qui, dunque il mio legame con questo luogo è davvero profondo e speciale. Sono consapevole, vivendo il territorio, delle bellezze che esso custodisce ma anche delle difficoltà e delle contraddizioni che manifesta, ma trovo "naturale" vivere e restare qui, amo profondamente questi luoghi perchè li vivo tutti i giorni, in tutte le loro sfaccettature. Qui realizzo il sogno della mia adoloscenza: scavare ad Halaesa e restituire la verità storica a questo sito molto importante.

Parliamo di Halaesa: nel 403 a.C. Arconide di Hèrbita fonda un insediamento che diventerà poi la città di Halaesa arconidea. Chi era Arconide e quali sono le motivazioni storiche che lo hanno spinto a lasciare Hèrbita e trasferirsi, con la sua gente,  in questo lontano lembo di Sicilia? 

Non sappiamo molto degli Arconidi: molto probabilmente il fondatore di Halaesa è Arconide II, nipote di Arconide I, che trasferisce un nutrito gruppo di siculi da Hèrbita alla costa settentrionale dell'isola. Dopo la guerra del Peloponneso, con la sconfitta di Atene e la vittoria di Siracusa alleata di Sparta, la Sicilia vive un momento di grande confusione: Cartagine approfitta del conflitto attaccando le coste meridionali da Agrigento a Camarina, Himera viene distrutta e quindi moltissimi sfollati sono costretti a spostarsi altrove alla ricerca di aree più tranquille dove insediarsi.
Hèrbita, collocata presumibilmente nei monti tra Nicosia e Gangi, accoglie un numero altissimo di civili fuggiti dalle città distrutte ma, ben presto, va in sovrappopolamento generando malumore tra gli abitanti e costringendo il suo signore a trasferire parte della popolazione nelle terre  a nord della Sicilia. Viene quindi fondata Halaesa che, comunque, nel primo secolo vive un momento non semplice visto che i cartaginesi, nel frattempo, si erano spinti fino alla foce del fiume Pollina.

Halaesa diventa, dunque, un centro molto importante dell'impero romano e ciò è testimoniato dai rinvenimenti fin qui messi alla luce: cosa raccontano i resti dell'antica città?

All'inizio della Prima guerra punica, nel 264 a.C., Halaesa dedise di allearsi con Roma, anzi fu tra le prime a farlo e ciò le consentirà di liberarsi dalla "decima" dei tributi,  lasciando quindi in città la quota del grano altrimenti destinata a Roma. Fino al primo secolo dopo Cristo Halaesa vive il suo periodo migliore perchè potrà riversare molto denaro in opere pubbliche quali l'agorà e i templi sacri. Insomma la scelta di allearsi fin da subito con Roma si rivela decisamente vincente.


Arriviamo ai nostri giorni e alla notizia del momento: la quinta campagna di scavi condotta dall'Università di Palermo ha fatto emergere, tra le altre cose, un'area termale di eccezionale importanza che rafforza ancora più l'idea che Halaesa arconidea, tutto sommato, è ancora da scoprire.

Stimiamo che la superfice complessiva della città si estenda su 15 ettari e mezzo ma l'area demaniale è inferiore quindi andrebbero espropriati ulteriori terreni. Bisogna anche dire che quasi tutti i siti archeologici hanno fatto affiorare solo una parte delle antiche città e per Halaesa è lo stesso, per fare emergere tutto il sito ci vorrebbero decenni di incessanti scavi.  Riguardo la recente scoperta, che si aggiunge a quelle precedenti riguardanti l'agorà, il santuario e il teatro, sapevamo dell'esistenza di un impianto termale ma non potevamo certo immaginare di fare emergere un'opera cosi estesa e importante. Ancora c'è tanto da scavare ma, certamente, ci stiamo trovando di fronte ad un edificio termale tra i più grandi della Sicilia.


Francesco, domanda finale di rito: per quanto tempo la forza attrattiva della tua terra riuscirà a trattenerti nel nostro territorio?

Penso per sempre: io non me ne voglio andare.

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halaesanebrodi 02/10/2024 0

Mistretta-Premio internazionale Giuseppe Cocchiara-11/12 ottobre

Giuseppe Cocchiara nasce a Mistretta il 5 marzo 1904 da una famiglia benestante e negli anni della gioventù ha l'opportunità di frequentare il concittadino, filologo e glottologo, Antonino Pagliaro che, verosimilmemte, accende il lui la passione per le tradizioni popolari e la voglia di conoscenza del radici della sua gente.
Nonostante un primo tentativo accademico di percorrere la strada del padre, avvocato, che lo porta comunque a conseguire la laurea in giurisprudenza, ben presto prende il sopravvento di dare libero sfogo alla sua vera e profonda inclinazione manifestata sin da ragazzo: lo studio delle tradizioni popolari e, appena diciannovenne, dà alla stampa il suo primo libro: Popolo e canti nella Sicilia d'oggi.
Il percorso universitario lo avvicina agli studi etno-antropologici di Giuseppe Pitrè e, grazie alle esperienze intanto maturate fuori Palermo e in Inghilterra, condivide e rielabora gli studi del suo maestro accreditandosi sempre più nel mondo accademico. Dal 1932 fino alla sua morte sopraggiunta nel 1965, il suo epicentro culturale diventa la Sicilia e la sua Palermo dove si divide tra l'insegnamento universitario e la stesura di testi etno-antropologici di spessore e rilievo internazionali.
Grazie al suo immenso e innovativo lavoro di ricerca Giuseppe Cocchiara viene considerato l'inventore dell'antropologia moderna.

La sua citta natale, Mistretta, non lo ha mai dimenticato: nel 2007 gli dedica il prestigioso Museo regionale etno-antropologico delle tradizioni silvo-pastorali e, nel 2018 viene istituito il Premio internazionale Giuseppe Cocchiara, patrocinato dal Comune di Mistretta e promosso dal Centro Studi Amastra col prezioso contributo della F.I.T.P. (Federazione Italiana tradizioni Popolari) e delle tre Università di Messina, Catania e Palermo.
Ogni edizione raccoglie il lavoro di un biennio e assegna un doppio premio,  ad uno studioso italiano e l'altro ad uno straniero, che si sono contraddistinti nell'ambito delle tradizioni popolari e della demo-etno-antropologia.
Il Premio si svolge in due giornate diverse e vede protagoniste, a rotazione, una delle tre Università citate mentre il secondo giorno la manifestazione si svolge interamente a Mistretta.

Nell'edizione 2023/2024 la Consulta scientifica composta all'interno delle F.I.T.P., conferirà il prestigioso Premio internazionale Giuseppe Cocchiara al prof. Mario Atzori, già ordinario di Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Cagliari e al prof. Josè Louis Alonso Ponga, titolare di Antropologia sociale dell'Università di Valladolid (Spagna).



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halaesanebrodi 02/10/2024 0

Mistretta-XIX Premio letterario Maria Messina-5 ottobre

Il Premio Maria Messina è una solenne promozione della Associazione Progetto Mistretta, da cui scaturisce il Premio letterario Maria Messina, che nel 2004 ha tenuto la prima edizione, dedicato alla scrittrice  Maria Messina.
Maria Messina, grande scrittrice siciliana, nacque a Palermo nel 1887 da una madre nobile e da un padre ispettore scolastico. Questi nel 1903 venne trasferito a Mistretta nelle nostre scuole e con lui si trasferì la sua famiglia: moglie e due figli, Maria e il fratello, che nel 1905 divenne Pubblico Ministero a Mistretta e nel 1906 fu trasferito altrove. La famiglia rimase qui fino al 1909 e Maria Messina, giovanissima, incominciò a scrivere racconti su Mistretta, racconti di grande valore pubblicati nel 1911, quando la famiglia si dovette trasferire.
La permanenza di Maria Messina a Mistretta ispirò la nascita di due libri di grande importanza e bellezza: “Pettini Fini” e “Piccoli Gorghi”, scrisse poi altri romanzetti e libri per ragazzi, tutti di grande valore. Morì a Pistoia nel 1944.
Cento anni dopo laver lasciato Mistretta Maria Messina è ritornata nella sua amata città e, nel 2009, è stata sepolta nel nostro cimitero monumentale insieme a sua madre. Questa grande iniziativa, promossa e curata dell'Associazione Progetto Mistretta, ha coinvolto l’Amministrazione Comunale e tutta la cittadinaza completandosi con la dedica di una strada nelle vicinaze della Chiesa di San Giuseppe.
Per onorare la memoria della grande scrittrice che fu in contatto, tra l'altro, con Giovanni Verga,  dal 2004 ad oggi è stato organizzato dall'Associazione Progetto Mistretta il Premio Letterario Maria Messina giunto alla diciannovesima edizione,  che si svolgerà il 5 ottobre presso il Salone di rappresentanza del Circolo Unione.

Il Premio ha l'intento di rivolgersi  a tutti gli scrittori e scrittrici, giovani e studenti che trovano nell'arte della scrittura la propria forma espressiva.
Tanti i personaggi che, nell'arco degli anni, sono stati premiati: scrittori e personaggi illustri siciliani, italiani ed internazionali, provenienti dall'America, dalla Germania, dalla Tunisia e dalla Spagna.
Quest’anno il Premio sarà dedicato ad  una scrittrice del Nord, ad uno scrittore di Latina, ad una studentessa di Mistretta ed ad una emerita professoressa di Sant’Agata di Militello. L'attenzione della commissone, nel corso degli anni,  si è rivolta anche ad attività, associazioni mistrettesi e ad altri personaggi che, con le loro azioni, hanno trasmesso racconti sonori e visivi a tutte le persone che si interessano della cultura. In questa edizione sarà assegnato un Premio alla memoria ad un'artista palermitana, grande pittrice. (Associazione Progetto Mistretta)

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halaesanebrodi 25/09/2024 0

Mistretta-VI Raduno Mytistraton-6 ottobre

Si conclude a Mistretta il Tour MBH con la nona tappa che vedrà il borgo e la natura del centro nebroideo ad ospitare ciclisti e appassionati di trekking.
Il Tour regionale MBH 2024 ha preso il via a Siracusa il 3 marzo e, dopo avrere raggiunto Mazzarino, Sommatino, Pietraperzia, Casteldaccia, Catania e Palma di Montechiaro approda finalmente a Mistretta.

La tappa amastratina, magistralmente organizzata dall'ASD Mytistraton bike-partner del GMT™Halaesa-Nebrodi-e dal suo Presidente Giuseppe Sgrò, coincide con la VI edizione di Mytistraton bike, evento annuale di grande richiamo organizzato nel territorio nebro-alesino.
A chiusura dell'evento un magnifico pasta party renderà ancora più piacevole una speciale giornata di condivisione all'insegna della natura e delle bellezze architettoniche di Mistretta e del territorio circostante.

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halaesanebrodi 25/09/2024 0

Tusa-Festa d'autunno-27/29 settembre

A tusa tre giorni dedicati alla promozione del territorio con una serie di eventi eno-gastronomici, culturali e ricreativi.
 VENERDÌ 𝟮7: Visita guidata del centro storico, Giochi per bambini, Apertura stand, Concerto 4Quantico, Dj Set @simonemileti
 SABATO 28:  visita guidata sito archeologico di Halaesa con i professori dell’Università di Palermo,  giochi per bambini, Spettacolo “Cabaret Band”, Dj Set @andreavalerio
Gli stands saranno arricchiti con tantissime prelibatezze culinarie: PANINO CON LA SALSICCIA, PANINO CON LA MILZA, PANINO CON LE PANELLE, POLPETTE BIO, CALZONI, CARNE STUFATA, PASTA NTAIANATA, COPPO FRITTO, SFINCIONE, COUS COUS, BUBBLEWAFFEL, YUO YUO, CANNOLI CON LA RICOTTA, GELATO, GRANITA
E LA GIUSTA QUANTITÀ DI BIRRA
DOMENICA 29: tutti insieme al bosco di TARDARA, INGRESSO GRATUITO
Per prenotazione visita guidata e per avere informazioni 0921330526 (ufficio turistico) oppure 3470116657
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Halaesa Nebrodi 24/09/2024 0

Gente di Halaesa-Nebrodi: Salvatore Cangelosi

Ho avuto l'opportunità di conoscere Salvatore Cangelosi attraverso l'amicizia comune con Deborah Quadrio, già insegnante di sostegno, volontaria in diverse associazioni del settore, nonchè ricercatrice indipendente di tecnologie interiori per il benessere psicofisico. Nel definire i dettagli della partecipazione di Salvatore all'incontro tra GMT­™ ed operatori del territorio, programmato insieme ad Andrea Succi  per il 21 settembre a Castel di Lucio, alla prima osservazione fattami da Deborah circa l'abbattimento delle barriere architettoniche nei locali che ci avrebbero accolto, ho percepito, come un pugno allo stomaco, che nell'approccio al mondo della disabilità nulla può essere dato per scontato, a partire dalla presenza o meno dello scivolo, indispensabile per rendere accessibile il luogo ad una persona con esigenze speciali. Nel caso specifico il Municipio di Castel di Lucio era provvisto dello scivolo pertanto Salvatore ha raggiunto l'aula consiliare in tutta sicurezza e non si è evidenziato alcun problema. Ma non è sempre così.
Parto da questa semplice osservazione-che per me è stata una prima lezione- per significare l'importanza che va data a chi la disabilità, temporanea o permanente che sia, la vive quotidianamente in una dimensione tale che ogni attimo della propria giornata va programmata e gestita secondo modalità e parametri che la maggior parte di noi normodotati sconosce o disconosce.

I dati ISTAT riguardanti l'anno 2022 ci restituiscono un quadro di cui è utile avere conoscenza: su una popolazione complessiva di 59.065.000 abitanti le persone con disabilità gravi ammontavano a 2.921.000 unità (4,9%) mentre quelli con disabilità non gravi ammontavano a 9.766.000 unità (16,5%). Va detto che questi dati comprendevano anche i soggetti portatori di disabilià per motivi di età ma è ragionevole pensare che almeno il 15% della popolazione italiana ha esigenze di accessibilità, mentre i turisti con disabilità si stima siano circa un miliardo nel mondo e circa 10 milioni in Italia.
(fonte https://projectforall.net/turismo-accessibile-e-inclusivo-cose-e-cosa-fare/- https://saravitali.com/turismo-accessibile-e-inclusivo-turismo-per-tutti/).
Stimolato dagli interventi di Salvatore nel corso dell'incontro di Castel di Lucio abbiamo deciso di affrontare, con lui e attraverso di lui, un argomento che sta molto a cuore al GMT™ Halaesa-Nebrodi nel progetto di proporre il territorio come destinazione turistica: il delicato tema del turismo accessibile e inclusivo.

Salvatore, parlaci di te e della tua storia: il tuo impegno nella sensibilizzazione verso la tematica dell'accesibilità parte da molto lontano.

E' proprio così: la mia è una malattia neuro-degenerativa, SMA acronimo di Atrofia muscolare spinale, che si è manifestata fin dalla nascita limitandomi progressivamente nella mia quotidianità e nei miei rapporti con l'esterno. All'età di diciottanni ho perso anche la motilità delle mani, fatto che ha reso ulteriormente invalidante la mia condizione. Tuttavia ho sempre cercato di trasformare la mia malattia in una missione rivolta alla sensibilizzazione riguardo il complesso mondo della disabilità: in una parola non mi sono mai arreso. Per questo motivo ho speso tante energie nell'associazionismo- attualmente sono molto attivo nell''Associazione di Promozione sociale NEHEMIA (qui uno degli ultimi eventi organizzati) il cui Presidente è Fabrizio Gandellini, sono socio di Famiglie SMA e ho anche vissuto delle esperienze politiche essendomi candidato, senza successo, alle elezioni amministrative del comune di Pollina dove io vivo, inoltre per due anni sono stato coordinatore provinciale di un partito di maggioranza.
Fin da ragazzo, in ambito scolastico, mi sono battuto, supportato dai miei genitori e amici, per l'abbattimento delle barriere architettoniche della scuola che frequentavo e adesso posso dire, con soddisfazione, che abbiamo ottenuto un buon risultato di cui possono usufruire tutte le persone che, come me, hanno difficoltà di tipo motorio. Ma la prima barriera che ho cercato di abbattere è stata quella mentale dei normodotati che, purtroppo, guardavano me ed il mio mondo con sufficienza e quasi con distacco, sottovalutando la mia condizione e non rispettando il mio diritto all'istruzione, alla socializzazione, alla cultura per cui la mia azione di sensibilizzazione si è sempre rivolta tanto alle istituzioni quanto ai privati.

La Costituzione italiana, attraverso gli artt. 2 e 3,  sancisce il valore e la dignità della persona quali principi guida del legislatore e che ogni individuo deve avere eguali possibilità di partecipazione alla vita sociale, politica ed economica del Paese. Quanto, alla luce della tua esperienza diretta o indiretta, ritieni di essere tutelato dallo Stato? Quale incidenza hanno, nella vita di tutti i giorni, parole chiave quali "inclusione", "integrazione" e "inserimento"?

Lo Stato e, in generale, le Istituzioni hanno fatto tanto ma devono fare ancora molto di più, è una questione di approccio mentale: la disabilità non deve essere interpretata come un peso per lo Stato ma, piuttosto, come una ricchezza. Lo Stato deve essere accanto al disabile non solamente con atti legislativi ma soprattutto con fatti concreti: ha il dovere di rispettare la dignità di tutti i cittadini, nel rispetto delle diversità, solo allora lo Stato assolve pienamente alla propria funzione. Necessitano interventi, non solamente economici, volti ad alleggerire l'enorme peso che grava sulle famiglie, integrando questo sforzo con quello assistenziale dove ancora oggi ci sono troppe lacune. 

La propria famiglia, come hai appena sottolineato, rappresenta il luogo principale dove si snoda la vita quotidiana della persona che manifesta esigenze speciali. Ti andrebbe di raccontarci come si svolge una tua giornata tipo?

Premetto che, grazie al supporto incessante della mia famiglia e dei tanti amici che ho, sono profondamente innamorato della vita. Ma non tutti, purtroppo,  si trovano nella mia condizione. Vivo ogni giornata al massimo delle mie possibilità grazie agli amici, all'impegno sociale, al lavoro. Ogni giorno mi alzo dal letto grazie ai miei familiari che mi trasmettono forza e sicurezza e la mattina la dedico soprattutto alla politica e alla mia associazione, il pomeriggio incontro gli amici e e sto spesso con i miei nipotini. La mia vita, dunque, si svolge in maniera serena e ricca di esperienze ma purtroppo la difficoltà è sempre dietro l'angolo: dal marciapede senza scivolo alla pizzeria che non ha un bagno adeguato alle mie condizioni. Io soffro di una grave limitazione motoria ma la disabilità puo essere anche visiva, uditiva, mentale e legata all'età: tutti dovremmo fare qualcosa in più per abbattere barriere e distanze. 

E' evidente che i gradi e le tipologie di disabilità sono così numerosi e variegati che sarebbe impossibile racchiuderli e analizzarli in una semplice intervista, allora ipotizziamo che tu volessi trascorrere una vacanza in Halaesa-Nebrodi: cosa ti aspetteresti di trovare in termini di accoglienza inclusiva e accesso ai servizi?

Il turismo accessibile è una grande risorsa economica e rappresenta anche la misura di quanto la società è sensibile alle nostre problematiche. Bisogna lavorare sulle mentalità e sulla quotidianità: troppo spesso mi sono trovato nella condizione di rinunciare o di modificare una vacanza perche la struttura, il ristorante o la spiaggia non erano adeguati ai miei bisogni. Non è giusto! Le limitazioni non dovrebbero esistere o, perlomeno, andrebbero ampliati gli sforzi per accogliere tutti, anche i disabili. Il privato, per esempio, non dovrebbe sentirsi obbligato da una legge piuttosto che un'altra per adeguare la sua struttura con bagni a norma,  ma dovrebbe sentire il dovere di agire in autonomia, per senso civico e per restituire un servizio alla collettività. In quest'ottica voglio anche sottolineare l'importanza che ciascun individuo ha nella società, in particolar modo quando si condividono insieme progetti, visioni e operatività facendo rete: bisogna partire dalla volontà di accettare "l'altro" senza pregiudizi o diffidenze di sorta, bisogna sapere ascoltare per abbattere tutte le barriere, fisiche e mentali e, in questo senso, l'essere parte di una comunità che opera in maniera condivisa apporta un grande valore aggiunto all'iniziativa di ciascuno di noi. Ritrovo, con piacere, questo principio nel concetto di Comunità ospitale che ispira il lavoro e la missione del GMT™ Halaesa-Nebrodi.

Il progetto Halaesa-Nebrodi ruota attorno al concetto di Comunità ospitante, dunque le persone ne rappresentano l'elemento fondante in quanto chiamate all'accoglienza, alla partecipazione e alla condivisione. Quale ruolo immagineresti di svolgere come parte attiva del progetto stesso? 

Sarei ben felice di essere parte attiva del progetto di Halaesa-Nebrodi perchè potrei indirizzare, con la mia esperienza diretta, determinate scelte e interventi specifici, non perchè abbia doti intellettive speciali ma semplicemente perche, toccando con mano le necessità delle persone con difficoltà, potrei essere un valido supporto per rendere i nostri luoghi più accessibili e inclusivi. Per esempio, la viabilità su rotaie andrebbe decisamente migliorata. Ho constatato di persona che in un treno per Cefalù il posto per i disabili era stato ottenuto semplicemente e frettolosanente togliendo alcuni sedili normali lasciando un'area libera dove posizionare la carrozzina, senza alcun sistema di aggancio e sicurezza. Ovviamente ho denunciato l'accaduto e, al netto delle scuse di circostanza, dopo tre anni dai fatti non è cambiato nulla.
Ma non voglio chiudere questa intervista con una nota negativa anzi voglio cogliere l'occasione per dire che il cambiamento è possibile a patto che ognuno di noi prenda piena coscienza del problema e lo affronti con consapevolezza e decisione. Io ci sono.

Anche noi Salvatore, grazie.

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